30 ottobre 2014

Il tempo per sé stessi

Questo post lo dedico a tutte le donne travolte dalla frenesia del quotidiano. Viviamo in tempi frenetici ma a volte, anziché correre, bisognerebbe fermarsi e pensare a quello che vogliamo per noi stesse. Desideriamo fare qualcosa? Non aspettiamo di fare quello o quell'altro, di finire gli studi, che i bambini diventino grandi, di trovare il lavoro, il marito…il tempo lo decidiamo noi. L'unica cosa da fare è smettere di rimandare i propri desideri. Io stessa a volte mi perdo tra i tanti sogni ad occhi aperti e mi dimentico del tempo presente in cui sto vivendo, ora, adesso, in questo momento. Mi guardo indietro e penso: "Cavolo se l'avessi fatto invece di sognarlo o pensarlo solamente!"

Ho letto l'intervista di una dottoressa che cura malati terminali la quale ha raccontato che i suoi pazienti, alla domanda: "Cosa rimpiangi più della vita?", rispondevano tutti: "Non ho dedicato abbastanza tempo a me stesso". Storia amara che però ci fa capire che non possiamo far vagare la nostra mente e lasciarla libera di passare dal presente al futuro, dal futuro al passato e di nuovo dal passato al futuro in un'attività meccanica e fuori controllo. Lo scrivo ma lo ripeto spesso a me stessa che dovrei prendere più consapevolezza del vivere qui e ora. Voglio fare quello? Allora devo cercare di mettere tutte le mie forze in quel progetto. 

Ovvio non mi sto riferendo a idee irrealizzabili ma a progetti ben definiti e inclini alle nostre capacità. Il nostro giudizio è essenziale ma vi rammento che siamo sempre troppo frenate nel concederci delle libertà, soprattutto se si parla di creatività e di soddisfare un qualcosa che a molti potrebbe sembrare futile, poco adatto a noi, o poco utile. Chi dà il diritto a una persona di sapere cosa è utile per un'altra persona in quel momento? Voglio fare un corso di acquerello? Perché, se ho la possibilità, non posso frequentarlo solamente per il piacere di imparare a dipingere? Non mi servirà a nulla nella vita? A casa mia veniva spesso citato il famoso proverbio: impara l'arte e mettila da parte.

Mai come in questi tempi è importante arricchire il nostro bagaglio culturale ma non solo, anche l'anima ha bisogno del suo nutrimento e sentirsi in pace con sé stesse diventa fondamentale come lo è bere un bicchiere d'acqua. La maggior parte delle volte incontro persone che non sono per niente soddisfatte della propria vita e che secondo me avrebbero solo il bisogno di lasciarsi un po' andare. Mi ricordo che un giorno di parecchi anni fa, una donna di circa quarant'anni, mi svelò del suo grande desiderio di aprire un blog. La sentivo entusiasta e aveva lo sguardo luminoso quando mi parlava, ma nello stesso tempo era scoraggiata dalla famiglia la quale la derideva dicendole frasi del tipo: "Ma cosa vuoi fare alla tua età?", "Non sai neanche accendere il computer e vuoi aprirti un blog?" e anche "Perché non vai a fare un corso di cucina che è più utile?".

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Mi viene il nervoso a pensare che qualcuno possa dire queste cose e credere di sapere cosa sia più utile o meno nella vita di una persona. Soprattutto se penso che è stata proprio la sua famiglia a scoraggiarla e a farle perdere l'entusiasmo. Magari in quel frangente questa donna aveva voglia di trovare nuove amicizie, qualcuno con cui condividere una passione o anche solo il gusto di farlo. Non ci deve essere sempre una motivazione più che valida. Penso che a volte se prendiamo la decisione di fare una cosa, la dovremmo fare senza tanto interrogarci sul perché. Non siamo più capaci di essere guidati dall'istinto e mettiamo la ragione davanti ad ogni nostra volontà. Almeno questo è quello che accade la maggior parte delle volte e non ci rendiamo conto che le belle sorprese accadono quando meno ce lo aspettiamo.

Vi ho raccontato la storia di questa signora solo per portarvi un esempio delle piccole cose che ognuno di noi si preclude nel quotidiano, non pensando che il quotidiano non è solo fatto di doveri. È vero, ci sono i figli a cui badare, c'è una casa da tenere in ordine e pulita e un lavoro da mandare avanti, ma c'è il tempo anche per sé stesse: la lettura di un libro, un cinema con l'amica, imparare a suonare la chitarra (mia madre ha imparato da qualche anno ed era felicissima come una bambina quando ha suonato la sua prima canzone) frequentare un corso di yoga o di paracadutismo, perché no? 

Prima il dovere e poi il piacere mi ripetevano quando ero bambina. Crescendo s'impara a lavorare come piccole formiche ma crescendo ho anche imparato a ritagliare dei momenti per me. Ho imparato (anzi sto ancora imparando) a programmare al meglio la mia giornata, la mia settimana per ritagliarmi degli spazi che sono solo miei. In quei momenti non sono una mamma, non sono una moglie, sono solo Sarah con il desiderio di fare un qualcosa che mi faccia stare bene. La lettura è diventata la mia amica quotidiana ma l'estate appena terminata ad esempio, mi ha visto montare su di una bicicletta da trial e cercare di imparare a fare qualche acrobazia sui muretti della mia città. Perché l'ho fatto? Semplicemente perché in quel momento mi faceva stare bene, punto.

Il tempo per noi stesse è importante e se sono serena è questo che le persone vedono quando mi incontrano per strada: serenità. Mi hanno sempre detto che mi sorridono gli occhi quando rido e credo che questo sia dovuto senz'altro al mio carattere solare ma anche alla mia determinazione nel ricercare la felicità nel quotidiano e nella vita. Sono positiva di natura e se vedo il bicchiere mezzo pieno anziché mezzo vuoto lo devo a questo. Se ho due figlie sorridenti e spensierate credo che sia anche per merito di questo, cioè per il fatto che vivono in un ambiente rilassato perché i loro genitori lo sono prima di tutti. Ecco forse un trucco per riappropriarsi del proprio tempo è quello di pensare ai nostri figli come riflesso: se noi stiamo bene per primi, anche loro lo saranno di conseguenza. 

Blaise Pasca, filosofo (matematico e altro ancora), scrisse questa frase che trovo altamente esplicita per gli anni che stiamo vivendo: "Non ci accontentiamo mai del presente. Anticipiamo il futuro perché tarda a venire, come per affrettarne il corso, o richiamiamo il passato per fermarlo come fosse troppo veloce, così, imprudentemente, ci perdiamo in tempi che non ci appartengono e non pensiamo al solo che è nostro, e siamo tanti vani da occuparci di quelli che non sono nulla, fuggendo senza riflettere il solo che esiste". Prendiamoci il nostro tempo amiche.



27 ottobre 2014

Habemus stufa!

Sono appena tornata da un meraviglioso weekend a Bologna che sono pronta per rimettermi la tuta da lavoro e fare da aiutante al mio papà, che molto carinamente (l'ho praticamente ricattato) ha cominciato di sua spontanea volontà la realizzazione della paretina dove sarà inserita la stufa. A parte gli scherzi, era da tempo che avevo intenzione di mettermi sotto con l'ultimo lavoraccio e finalmente è arrivato il momento giusto. Certo che avere la casa di nuovo sotto sopra non è mai piacevole, ma cerco di pensare al futuro e di immaginarmi seduta sul divano con in mano una cioccolata calda mentre la stufa scoppietta.

Poco prima di andare in ferie per la Valtellina, avevamo comprato la stufa, evvai habemus stufa! Ci sono sempre degli ottimi sconti se si acquistano questi prodotti fuori stagione (come ad esempio comprare un condizionatore d'inverno piuttosto che d'estate), e noi ne abbiamo approfittato alla grande. Abbiamo scelto un modello della Jotul in ghisa abbastanza potente, capace di scaldare un'ampia superficie. Siamo stati indecisi fino all'ultimo ma alla fine abbiamo optato per un modello a legna piuttosto che a pellet. La parte più difficile è stato il trasporto. Il negoziante ci ha dato una mano a caricarla in macchina ma una volta arrivati a casa ci siamo dovuti arrangiare da soli…una belva nera di quasi 150 chili! Ho imparato che Gigi e l'incredibile Hulk sono in realtà la stessa persona!

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Se qualcuno lo ricorda, in questo vecchio post "Il mio caminetto" avevo parlato delle mie idee riguardo alla parete in cui andrà a posizionarsi la stufa. La mia intenzione è sempre stata quella di inserirla in un finto camino ed ora stiamo costruendo una struttura in gasbeton che ospiterà la stufa. Ho comprato circa una cinquantina di blocchi in gasbeton (sono blocchetti di un materiale resistente ma molto leggero) di due misure, una tavella, colla, frattazzo e in ultimo un sacco di sabbia fine per l'intonacatura spendendo poco meno di un centinaio di euro. Ma la parte più divertente deve ancora arrivare, sì perché non vedo l'ora di sbizzarrirmi realizzando la cornice del camino. Su pinterest ho trovato davvero moltissimi spunti e ho la testa già piena di idee. Anche troppe a dir la verità.

Provate a dare un'occhiata a queste foto A-B-C-D e ditemi cosa ne pensate. Devo solo decidere quale disegno preferire e comprare un po' di legno. Dopo di che insieme a Gigi costruiremo due piccole librerie, rispettivamente alla sinistra e alla destra della stufa, pitturare il tutto e il gioco è fatto. Ce la farò entro la metà del mese prossimo? In quei giorni darò una festicciola con "un paio" di amiche e vorrei che la casa fosse in ordine e super accogliente, magari con la stufa già accesa. Inoltre poco tempo fa ho trovato finalmente il lampadario da mettere in camera delle bimbe (20 euro al mercatino) e dopo aver pitturato anche questo, potrò montarlo e ritenere quasi terminata la loro cameretta. Manca sempre il tappeto. Insomma se non sono in giro per corsi, sono sempre nei lavori. Fortuna che mi diverto! ;)



24 ottobre 2014

Una casa, tanti stili

Da pochi giorni ho trovato questo servizio fotografico che oggi vi mostro e che mi ha colpito fin dalla prima foto. Non aspettatevi la "classica" casa in stile shabby, anzi di shabby ha ben poco se non si tiene presente quel comò così particolare in sala da pranzo. Eppure vedendo queste foto mi è piaciuta l'atmosfera che si respira e mi sono immaginata come si potesse vivere all'interno di questa casa dall'arredamento originale. Lo stile che la caratterizza passa dallo stile industriale a quello più rustico mescolandosi ad elementi come i mobili in midollino dall'aria vagamente etnica. Tra vecchie cassette in legno e tappeti colorati i padroni di casa hanno saputo rendere davvero originale ogni ambiente. Il bianco delle pareti e il colore del legno naturale si mescolano creando delle calde sfumature. Solo nella camera da letto della bimba i muri sono stati tinteggiati di un rosa delicato. Mi piacciono queste case dall'aria eclettica dove lo stile è indefinito ma nell'insieme ogni elemento si armonizza con l'altro. 

Prima di augurarvi un buon weekend (a proposito di fine settimana, io sarò nella mia amata Emila, in quel di Bologna a tenere due corsi di tecnica shabby), vorrei soffermarmi un attimo su due notizie importanti che vedono Genova coinvolta. Forse non tutti lo sanno ma anche se sono emiliana di origini, sono ormai diciotto anni che vivo nel capoluogo Ligure e mi sento molto legata a questa città. Dopo la seconda alluvione che l'ha colpita, in qualche modo mi sento ancora più vicina e come cittadina ho voglia di fare qualcosa per aiutare tutte quelle persone che hanno perso la propria attività. È quindi un onore per me essere sostenitrice di Alluvione Genova, una raccolta fondi che vede consegnare personalmente i soldi ai negozianti della città. Noi blogger genovesi ci siamo uniti e abbiamo voluto organizzare quello che per molte persone potrebbe essere un valido aiuto. 

Altra iniziativa lodevole che voglio promuovere qui sul blog, è quella del colorificio Delucchi Colori, che regala latte di bianco a chi ha subito danni alla propria attività commerciale. Basterà portare una foto del proprio negozio danneggiato, mostrare la partita iva e Delucchi Colori emetterà una fattura a costo zero e voi potrete portare a casa una latta di pittura traspirante. Colgo l'occasione per ringraziare Max Meyer, Oikos e i miei amici di Delucchi (sono più di dieci anni ormai che mi servo da loro), che si sono uniti per questo gesto di solidarietà. Forza, aiutatemi a fare rialzare Genova! Buon weekend a tutti!  :)



20 ottobre 2014

Natale in Provenza

Chi mi segue sul blog forse si ricorderà del fantastico Tour in Provenza che lo scorso giugno, assieme a Simonetta, avevo organizzato. Sono stati tre giorni di full immersion tra brocante (i classici mercatini dell'antiquariato francesi), giardini splendidi e paesini ricchi di fascino. Avevamo riempito  il pullman in poco tempo perché ricordo che appena abbiamo parlato sui nostri rispettivi blog di questo viaggio, avevamo avuto subito un sacco di adesioni. In molti purtroppo non sono riusciti a venire ed è per questo che sempre assieme, abbiamo deciso di proporre un nuovo Tour in Provenza, questa volta in versione natalizia. 

Ebbene sì, Noël en Provence partirà il 28 Novembre da Genova (Piazza della Vittoria) per fare rientro domenica 30 Novembre. I mercatini saranno l'ingrediente principale del nostro viaggio ma non mancheranno soste ad alcune cittadine francesi e una visita ad un giardino molto particolare. Volete conoscere il programma? Eccolo qua amici:

VENERDÌ 28 NOVEMBRE
  • ore 6.30 partenza in pullman da Genova
  • ore 11.00 arrivo ad Auriol per visita casa e Atelier Reves d'Argille (per l'occasione il giardino ospiterà un brocante)
  • ore 13.30 arrivo a Lourmarin, visita cittadina e pranzo libero
  • trasferimento in hotel - Aix en Provence
  • cena libera

SABATO 29 NOVEMBRE
  • petruis per petit Foire à brocante
  • nel pomeriggio visita al Jardin de Val Joanis
  • visita alla Boutique Éphémère du sud presso Pasino - Aix en Provence
  • ore 18.00 arrivo in hotel - Aix en Provence
  • cena provenzale al ristorante

DOMENICA 30 NOVEMBRE
  • visita mercatino Natale e Foire à brocante Aubagne
  • visita mercatino Jas de Robert a Grimaud
  • rientro a Genova in serata


Lo scorso giugno è stato un viaggio davvero incredibile per me. Innanzi tutto non ero mai stata in Provenza e già l'emozione di essere in uno dei posti che ho sempre ritenuto da sogno, era veramente grande. Poi aggiungiamoci pure che proprio la tipologia del viaggio era da urlo, in poche parole sembrava un viaggio fatto apposta per me. Tra vide grenier e brocante avevo la testa sempre tra le nuvole...e il portafoglio sempre in mano! Gigi, Simonetta e un folto gruppo di ragazzi mi hanno accompagnata in quello che per me è stato un vero piccolo viaggio da sogno e il sapere che tra non molto tornerò in Provenza mi fa essere già in fibrillazione. 

Ricordo a tutti coloro che hanno intenzione di unirsi al gruppo, che l'unica regola importante è quella di viaggiare leggeri. Leggeri all'andata per poter tornare "pesanti" al ritorno. Gli acquisti non mancheranno di certo ma lo spazio nel bagagliaio del pullman non è come la borsa di Mary Poppins (purtroppo!) per cui è consigliabile una piccola valigia con lo stretto necessario, aggiungendo qualche borsa da riporre tutte le meraviglie che sicuramente compreremo. Come fare una valigia perfetta? Qui i miei consigli. 

In questo vecchio post vi avevo mostrato i miei acquisti francesi: il lampadario era stato subito posizionato nel piccolo spazio antecedente allo studio e i barattoli messi in bella mostra in cucina. Qualcosa ho regalato e  qualcos'altro metterò in vendita nel vide grenier (online) che farò a breve. Inizialmente avevo l'intenzione di tenerlo qui a casa mia, ma in seguito all'alluvione che ha colpito la mia città sono sorti alcuni problemi per cui, per non saltare questa esperienza che volevo fare, ho deciso di tenerlo ugualmente solo che sarà virtuale. Molto presto vi darò maggiori dettagli. 

Per maggiori informazioni e prenotazioni scrivere una mail a:
simonetta_chiarugi@libero.it
sarahtognetti@yahoo.it

Photo by Shabby Chic Interiors. Don't copy or use whiteout permission


17 ottobre 2014

Ogni tanto...

Come forse qualcuno di voi saprà, non sono sposata ed è forse per questo che ogni tanto mi ritrovo a sognare ad occhi aperti il giorno in cui lo farò. Ebbene sì il mio animo romantico "ogni tanto" salta fuori e penso al momento in cui anch'io potrei dire sì lo voglio. Sono più di undici anni che Gigi ed io stiamo assieme e il nostro contratto, se così lo si può chiamare, lo abbiamo stretto tra noi due soli quando abbiamo deciso di fare una famiglia. Mi ricordo quel giorno. Era inverno ed eravamo andati a Verezzi, un piccolo borgo storico sopra alla più famosa cittadina di Borgio Verezzi. Era una giornata splendida e c'era un tramonto da far paura. Con noi, uno scodinzolante Buster a tenerci compagnia. In quel luogo, seduti su di un muretto con un incredibile vista panoramica sul mare ci siamo scambiati le nostre promesse

Lui mi recitò una bellissima poesia di Pablo Neruda ed io…beh potete immaginare la scena: allora ero una fresca ventitreenne e facile alla lacrima. Quel giorno ha segnato un passo importante nella mia vita ed è forse per questo che non reputo fondamentale diventare marito e moglie, perché in fondo per me lo siamo già da undici anni ormai. È anche vero però che "ogni tanto" mi piace sognare il giorno in cui mi sposerò. Non c'è solo una persona che vorrebbe vedermi sposata (Gigi!) ma ce ne sono altre due: Beatrice e Mathilde. Loro vedono nel matrimonio l'incoronazione di una favola e non riescono ancora a capire che per me e il loro papà la favola è cominciata nello stesso momento in cui ci siamo conosciuti. 

Se dovessi scegliere adesso il mio matrimonio sarebbe in stile bohemian. Lo celebrerei con una grande festa su di un prato ricoperto di candele e coperte colorate. Raggiungerei il mio compagno a piedi nudi e le bimbe, vestite di bianco sarebbero le nostre damigelle. Oddio ho gli occhi a cuoricino in questo momento e non mi riconosco. Sarebbe sicuramente inusuale vedermi avanzare verso lo sposo con un lungo vestito bianco e le braccia tutte tatuate! Connubio senz'altro stravagante, ma questa sono io un po' dolce e romantica, un po' rock e fricchettona. Mi piace pensarmi  non di un solo colore ma di tante sfumature

Fino a non molto tempo fa mi sono sempre immaginata mentre indosso un abito morbido ma assolutamente non di colore bianco. A prescindere dal fatto che abbiamo già due figlie e che siamo peccatori da parecchio tempo, il bianco era un colore che non lo vedevo indicato per me. Vedevo, tempo imperfetto. Quando ieri ho trovato queste foto mi sono subito innamorata di questi vestiti e della designer che li disegna: Brit Castanos. Sarà perché ultimamente sono affascinata da tutto ciò che possiede un animo bohemian, questi abiti da sposa sono a dir poco meravigliosi: semplici e femminili al tempo stesso, in una parola perfetti per me. 

Il brand californiano Daughter of Simone, prende il nome da Simone de Beauvoir, giovane ribelle nata a Parigi agli inizi del 1900. Viene ricordata per il suo impegno nei movimenti di trasformazione sociale e per le sue idee femministe ed è considerata la madre del movimento femminista. La designer Brit Castanos racconta che le piace pensare alle "sue" spose in questo solo modo: uniche e coraggiose, ovvero senza la paura di sfidare alcuni status quo per realizzare invece la vita che vogliono. Insomma donne coraggiose proprio come Simone. Chissà se la prossima estate sarà quella "giusta" per me? ;)



15 ottobre 2014

Autunno romantico

Ieri finalmente ha smesso di piovere e il sole è riuscito a filtrare dalle nuvole infondendo un po' di calore a noi genovesi. Vorrei che la mia città tornasse a risplendere e che il grigio che da giorni la ricopre, scomparisse come per magia. Questi giorni sono un nuovo inizio per tutti noi, quest'oggi è anche il compleanno della mia bimba, la piccola di casa. Mathilde compie sei anni e oggi, dopo l'uscita da scuola, sarò completamente sua per esaudire "ogni" suo desiderio e regalarle tanti sorrisi. I bambini hanno una forza capace di sorprendere noi adulti. Nei giorni passati leggevo nei loro occhi il terrore e l'ansia di una nuova e forte pioggia. Oggi come per magia tutto questo è passato per fare spazio di nuovo al sereno. Per loro è ricominciata la scuola e con sé la routine quotidiana fatta di compagni di classe, merende e gioco. 

Oggi riprendo a mostrarvi le novità di Shab. Anche per Elisabetta, amministratrice dell'azienda, sono giorni intensi questi ma nulla a che fare con alluvioni o tragedie, anzi. Lo scorso mese è convolata a nozze con il suo Andrea e nei giorni scorsi è rientrata più energica (e romantica) che mai. Molto presto vi svelerò qualcosa sul suo matrimonio, ma oggi voglio concentrarmi sui nuovi prodotti che potete trovare in vetrina questo mese.


È vero che con l'autunno si tende a "vestire" la casa di rosso, ma c'è chi come me ha la voglia di evadere dai soliti e classici colori che caratterizzano questa stagione. Così vi propongo qualcosa di più romantico, un tocco di rosa che regalerà luminosità alla vostra casa. È pazzesco pensare come fino a qualche anno fa odiassi questo colore, al contrario oggi lo cerco e lo inserisco ottenendo dei risultati molto gradevoli. Forse il mio "odio" se così lo si poteva chiamare per il rosa era dovuto al fatto che sono cresciuta in una stanza dalle pareti e dal letto completamente rosa. Ma non quel bel rosa soft che conosciamo noi oggi, no no, parlo di quel rosa confetto bello carico che al solo ricordo ho i brividi tuttora. 

Tranquilli amici, nella vetrina di Shab non ci sono solamente oggetti rosa. Come al solito Elisabetta ha gusto da vendere e scelto per l'autunno tanti nuovi complementi e oggetti decorativi che mi piacciono un sacco: amo le bottiglie di vetro vecchio stile e trovo le sue insegne sempre originali. Come al solito ce n'é per tutti i gusti!


~   Shab   ~
Per informazioni: info@shab.it

potete trovarlo anche su:

13 ottobre 2014

Ricominciare

Sono andata a cercare sul dizionario la parola ricominciare: cominciare di nuovo qualcosa che era stato sospeso. Non so se il termine è quindi corretto in questo caso, forse sì, forse no. Non è corretto perché dopo il novembre del 2011, dopo l'alluvione che aveva messo in ginocchio la mia città, Genova si era alzata mostrando a tutti la forza di cui è fatta e nulla è stato lasciato in sospeso. Ma è corretto purtroppo perché molte attività da allora stanno tuttora aspettando le sovvenzioni che lo stato, il comune ha raccolto, le stesse attività che per la seconda volta in poco tempo hanno visto la loro vita nuovamente distrutta. E adesso? Mi chiedo chi aiuterà queste persone a rifarsi una vita? 

Gli angeli del fango, così li chiamano, sono persone come noi, siamo noi che "armati" di pala e stivali, restituiamo un po' di colore a una città che è stata sepolta dal grigio. Ho voglia di vedere positivo, ho bisogno di pensare in positivo e di sapere che per tutti ci sarà una nuova occasione per ricominciare. Ricominciare da un nuovo lavoro, ricominciare con una nuova casa. Non voglio più guardare il cielo ed essere spaventata da un tuono, non voglio provare ansia ogni volta che c'è un temporale, la pioggia non è solo alluvione, non è solo tragedia. Adesso ad esempio vorrei che una pioggia leggera lavasse ogni cosa sporca e pulisse i pensieri cupi di ognuno di noi. C'è veramente il bisogno di guardare avanti e mettersi alle spalle questi tragici giorni. 

Lo abbiamo già fatto nel 2011 e lo rifaremo anche questa volta, insieme. La mia famiglia sta bene, siamo al caldo e all'asciutto e voglio cogliere l'occasione per ringraziare tutte le persone che in questi giorni mi hanno scritto regalandomi un po' di calore e a quelle chi mi hanno offerto il proprio aiuto. Noi siamo stati molto fortunati, cosa volete che sia un po' di acqua in camera che scende dal tetto? Un secchio e qualche straccio hanno sistemato tutto. Purtroppo neanche dieci, cento o mille secchi e stracci ridaranno la vita a quel signore morto travolto da un'ondata di piena, a chi ha perso il lavoro, la macchina, a chi ha visto i mobili di casa travolti dalla forza dell'acqua scura per poi essere inghiottiti. 

Genova in questi giorni è più che mai unita e si sa, sono parole dette e ridette, l'unione fa la forza. Dobbiamo trovare un piano per difenderci da questi attacchi che la natura ci sbatte contro. Ma lo dobbiamo fare insieme, qui il singolo cittadino purtroppo non ha voce. L'aiuto deve venire dall'alto, da chi ha la facoltà e la responsabilità di poterlo fare. Faccio un esempio: un vicino di casa da più di un anno sta aspettando il permesso di poter alzare un muretto così da evitare che il fiume d'acqua che si forma quando piove forte, gli entri in casa. Sottolineo che il lavoro in questione sarebbe a carico del cittadino. È un anno, cioè 12 lunghi mesi che questa persona sta aspettando una risposta. Giovedì notte un fiume gli è entrato in casa, forse tutto questo si poteva evitare se la burocrazia non fosse così lenta. 

Questo è solo uno tra i tanti episodi che potevo raccontarvi. Un altro esempio? In Via Rio Torbido, dove lavoravo qualche anno fa e dove tuttora lavora il mio compagno, hanno formato un comitato di quartiere che si era proposto di pulire e di mantenere pulito il greto del torrente. Ci sono alberi e arbusti che impediscono il normale flusso dell'acqua creando un "tappo" che funge da barriera. Cosa è successo? Che il comitato si è visto respingere tale richiesta con la motivazione di attività pericolosa, in poche parole il risultato è quello scritto sui giornali: esondato il Rio Torbido e metà strada franata complice la mancata ricostruzione degli argini dopo l'alluvione del 2011. 

Potrei continuare a scrivere per delle ore portandovi tanti esempi come questi ma non voglio essere polemica, non voglio additare nessuno ma esigo che chi ha il potere, si assuma la propria responsabilità. Che si metta una mano sulla coscienza e riporti Genova a risplendere. Noi siamo pronti a rimboccarci le maniche, i volontari non mancano ma è evidente che dobbiamo essere coordinati. Concetti triti e ritriti ma mai come in questo momento Genova ha il bisogno di una guida stabile e sicura che collabori con il cittadino. La collaborazione penso possa essere la marcia in più di cui abbiamo bisogno…burocrazia a parte. Ci rialzeremo anche questa volta, non senza fatica ma lo faremo. Ne sono sicura.


Photo by Marco Ferrando


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