15 aprile 2015

Il grande passo

Come ormai saprete il 1° aprile Gigi ed io ci siamo sposati. Ebbene sì, dopo dodici anni assieme, due bimbe, due cani e vari traslochi, abbiamo deciso che era giunto il momento del "grande passo". Oggi voglio raccontarvi dei momenti prima del sì, di tutta la fase della preparazione. Tra qualche scena bizzarra e un po' di frenesia (come in ogni matrimonio che si rispetti non poteva mancare), siamo usciti di casa senza dimenticare le fedi (il mio terrore), il bouquet (il terrore di Gigi), e il riso per il lancio finale (il terrore delle bimbe).  Anzi ripensando a quella mattina, ammetto che pensavo peggio, nel senso che mi aspettavo di dare in escandescenza, di avere qualche raptus di follia o attacco di panico, ma fino a che non sono salita in macchina, è filato tutto liscio come l'olio. Il dopo è tutta un'altra storia.

Dal primo pomeriggio del giorno precedente, casa mia si era trasformata in un campo di battaglia: piani di pan di spagna a destra e a manca, attrezzi da cucina, creme e cremine alla panna e mia mamma che "imbracciava" una spatola come fosse un fucile e dava ordini come il più severo dei caporal maggiori. Io ero il suo sotto-sotto-sotto-posto e tra una leccata e l'altra (qualcuno doveva pur assaggiare le creme della torta no?) l'ho aiutata con la torta nuziale. Mia mamma è un piccolo genio e ha fatto una torta mitica, avrei voluto farla assaggiare a tutti voi per farvi capire quanto buona fosse.

Più tardi è arrivata Simonetta con una valanga di fiori. Immaginatevi una macchina pieni di rose, peonie, gipsofila, eucalipto, ranuncoli…ecco quella era la sua auto appena giunta a casa mia. Ha cominciato subito a comporre decorazioni floreali e non ha finito se non poco prima dello scoccare della mezzanotte. Quando ci si mette è un vero treno. Nel frattempo Gigi, mia madre ed io abbiamo passato la serata a caricare e scaricare dalla macchina tutto l'allestimento (compreso la torta) che sarebbe servito per decorare il ristorante, cioè non il ristorante, il pub. Sì sì avete capito bene, abbiamo bandito ristoranti e trattorie e abbiamo preferito fare il rinfresco,  o meglio un aperipranzo, al Cafè Il Barbarossa in Porta Soprana. 

Sì certo, avevo immaginato quel giorno (il giorno prima del grande passo) come a un momento di relax, che so magari una cenetta tranquilla, un massaggio, qualche coccola e invece no, nichts, nulla, niente di tutto questo, appena Gigi ed io siamo tornati a casa e abbiamo toccato letto siamo caduti in uno stato catatonico pieno di incubi e immagini in 3D dove io mi dimenticavo le fedi o la promessa a casa, lui forava una gomma e non arrivava in Comune, le bimbe si svegliavano con la varicella e cose di questo genere. È proprio in questi momenti che uno si chiede: "Ma chi me lo ha fatto fare?"

Ma poi arriva il grande giorno e che giorno! Un sole splendente cominciava a fare capolino dai monti dietro casa e per tutta la giornata ci ha tenuto compagnia. In casa eravamo in sette più la Ellie: le bimbe, Gigi ed io, mia madre, la Simonetta e sua figlia. Verso le 9 sono arrivati il fotografo  e i parrucchieri, insomma sembrava di essere a una festa. Beatrice e Mathilde in eccitazione totale sono state le prime a prepararsi. A ruota si è vestito Gigi (confinato in camera delle bimbe perché la tradizione vuole che lo sposo non debba vedere la sposa…infatti abbiamo passato la notte insieme, coerenti vero?), poi ho truccato mia madre e infine mi sono preparata io. Pum-pum cominciavo ad agitarmi.

Il mio abito da sposa, di Sartoria Bassani, era abbastanza semplice: lungo, color champagne, con le spalline sottili e con un ampio scollo sulla schiena. Mi sono sempre domandata come mai una donna non riuscisse ad infilarsi da sola in un abito da sposa, beh ora ho capito e non farò mai più pensieri negativi in questa direzione, lo giuro! Andrea (il fotografo) nel frattempo gironzolava tra di noi come un'ombra. Ha realizzato un servizio bellissimo dove ogni scatto è legato a un ricordo preciso e tutte le foto creano una bellissima storia, la nostra. Il matrimonio era per le 11.30, verso le 10.15 Gigi e Andrea decidono di partire in direzione di Camogli. La mia (nostra) idea era quella di arrivare davanti al Comune di Camogli dove il mio futuro marito era lì ad aspettarmi con il bouquet in mano. Ma come si sa c'è sempre qualcosa che va storto no?

Se in mattinata era filato tutto liscio come l'olio, arrivato il momento di partire c'è stato un po' di trambusto che mi ha fatto perdere un sacco di tempo: hai preso le scarpe? (avevo i bikers come scarpe di riserva). Le giacche? La promessa? No aspetta che prendo i cracker ah e le calze di scorta. Il rossetto me lo tieni? Uh no aspetta il profumo, mi sono dimenticata il profumo. Pum-pum il cuore batte veloce. Praticamente mancavano dieci minuti alle 11 ed ero ancora a casa (ad arrivare a Camogli avrei impiegato circa tre quarti d'ora). Non chiedetemi come ho fatto ma alle 11.30 (va beh dai, qualche minuto dopo) ero comunque davanti al Comune. In macchina però ho avuto una specie di attacco d'ansia che ricorderò per il resto dei miei giorni. Non so, sarà stata la tensione di arrivare in ritardo, troppo in ritardo, oppure la consapevolezza che da lì a poco avrei detto sì lo voglio, Beh è stato un viaggio tremendo e cavolo mi ero pure dimenticata l'acqua a casa. Beatrice aveva sete, Mathilde aveva sete io avevo una sete da morire e non c'era assolutamente il tempo di fermarsi. Argh! 

Tutto a un tratto mentre guidavo in autostrada (ebbene sì, ho guidato la mia macchina mezza distrutta e "mi sono" portata in comune) mi squilla il telefono: Gigi. Il mio primo pensiero? Ha forato una gomma (pum-pum e il cuore va sempre più forte). 

Lui: Amore ma ci hai appena superato con la macchina?
Io: Eh che ne so che macchina ha Andrea. Ma scusa non siete già a Camogli?
Lui: No no siamo ora nei pressi del cavalcavia di Nervi.
Io: Beh sì allora vi ho appena superato (e dentro di me pensavo, ma come cavolo guida piano Andrea?)
Lui: Cosa facciamo quindi, dove ci vediamo?
Io: A questo punto direi di vedersi direttamente nel parcheggio della stazione e andare verso il Comune assieme, che ne dici?
Lui: Va benissimo a tra poco. 

Così invece che arrivare davanti al Comune e fargli la sorpresa (nei mesi scorsi ho immaginato questa scena almeno un centinaio di volte dove io arrivavo con l'abito svolazzante, il vento nei capelli e lui radioso che mi correva incontro con gli occhi lucidi), ci siamo visti nel parcheggio della stazione. Sì decisamente da noi, assolutamente da noi. Siamo scesi dalle rispettive macchine, ci siamo messi a ridere e ci siamo abbracciati, mi sono messa il chiodo, i miei ray ban e mano nella mano, con le bimbe al seguito, ci siamo diretti verso il Comune, pum-pum…to be continued. 


Flowers Designer: Simonetta Chiarugi
Acconciatura: JD Parrucchieri
Decorazioni: Decochic


13 aprile 2015

Ritornata dal viaggio di nozze

Eccomi ritornata amici! Vi ho lasciato soli per qualche giorno ma questa volta sono scusata vero? :) Il primo aprile scorso mi sono sposata e il giorno dopo siamo subito partiti per il viaggio di nozze, in direzione della magica e romantica Parigi. È stata una mini luna di miele ma è stata davvero molto intensa, in quei giorni avrò camminato più io che un boy-scout nei suoi giorni migliori! Siamo tornati a casa stanchi ma felici e questo è ciò che importa. Tanti di voi hanno creduto che fosse l'ennesimo pesce d'aprile, chi mi conosce sa che amo fare scherzi di ogni tipo ma quest'anno non è stato uno scherzo. Allora perché sposarsi il 1° di aprile? 

Beh non è una novità, in quel giorno di dodici anni fa ci siamo conosciuti ed è stato subito un colpo di fulmine, così ci è parso romantico (e anche un poco anticonvenzionale un po' come lo siamo noi) celebrare il nostro matrimonio in quella data. Abbiamo avuto una cerimonia circondati dai familiari più stretti e pochi amici intimi. Ci siamo scambiati le promesse e cosa molto molto particolare (penso che sia stata una delle cose più belle), ci ha sposato mio zio. Non credevo di emozionarmi così tanto ma mentre raggiungevo il comune della soleggiata Camogli (guidavo io la mia macchina e con me c'erano mia madre, Beatrice e Mathilde) credevo che il cuore mi uscisse dal petto.

Sì è stato decisamente buffo uscire con l'abito da sposa dal posto di guida di una macchina tutta "sgangherata", ma noi siamo questi e le cose troppo finte non ci sono mai piaciute. Gigi ed io ci siamo ritrovati nello stesso parcheggio (non doveva proprio andare in questa maniera, fra qualche giorno vi racconterò tutti i dettagli) e assieme alle bimbe e a mia mamma abbiamo raggiunto il comune. Ad attenderci un sole pazzesco e tanti, tanti visi sorridenti e felici. Mia sorella con il groppo in gola, mio fratello che mi dice abbracciandomi: "Ma quanto sei bella, quasi quasi ti sposo io", mio padre emozionato e mio nonno che mi mostra un foglio piegato contenente una poesia scritta da lui per noi, che durante la cerimonia avrebbe letto mio zio perché lui si sarebbe troppo emozionato. 

Un matrimonio che potrei chiamare anche una festa. Qualche giorno fa il fotografo (super fotografo dovrei dire, avete già visto alcune foto che ho condiviso con voi su fb?) ci ha spedito le foto in bassa risoluzione perché non riuscivo più ad attendere e riguardandole con Gigi, lui stesso ha esclamato: "Ci sposiamo ancora?", questo per dirvi che è stato davvero un giorno mitico, un giorno unico e posso dire che sposarsi con le nostre bimbe a fare da damigelle è davvero una figata? Posso dirlo? Ormai l'ho detto. Ma è vero, ogni genitore dovrebbe aspettare a sposarsi solo per vedere le proprie figlie, avanzare verso di voi con gli anelli stretti in mano e con gli occhietti lucidi e il sorriso più luminoso del sole. 


Oggi non voglio tediarvi troppo con il racconto del mio matrimonio, ci saranno più occasioni di parlarne. Voglio mostrarvi cosa abbiamo deciso di fare come bomboniera, farvi vedere le foto del matrimonio, del nostro viaggio a Parigi (per l'occasione ho raccolto tanti indirizzi speciali da non perdere assolutamente, una specie di mini guida con i negozi più carini da visitare) e raccontarvi tanti piccoli aneddoti che ho ancora nel cuore. Colgo l'occasione di ringraziare la mia amica Simonetta che ha curato tutta la parte dell'allestimento (con le splendide cosine di decochic, un grazie speciale anche a te Federica) e soprattutto ha realizzato delle decorazioni floreali meravigliose. Grazie anche a Denise e Chiara per aver elaborato la mia acconciatura (alla sera ho tolto ben 52 forcine!) e quelle delle mie cucciole, siete state fantastiche ragazze! 

Prima di lasciarvi però voglio ricordare che sabato prossimo sarò a Verona per un corso di tecnica shabby, in un posticino delizioso  circondato dal verde e da bellissimi roseti, presso l'Agriturismo La Borina. Mariangela assieme alle tre sorelle gestisce questa azienda e segue tutta la parte dedicata all'accoglienza. Ci siamo conosciute per caso e non appena ci siamo incontrate è scattato un grande feeling. Anche lei come me è una mamma e una creativa e ha un sacco di energie che riserva per la famiglia e per il lavoro. Lo scorso ottobre durante un mio weekend di corsi, mi ha mostrato i lavori in corso nella nuova struttura accanto al ristorante: diverse camere da letto ognuna arredata in stile shabby ma ognuna diversa dall'altra. Anche Mariangela è un'appassionata di stile shabby e anche lei come me, si diverte a decorare gli spazi del suo agriturismo mettendo una particolare attenzione ai dettagli. Se volete maggiori informazioni per il corso potete scrivermi a questo indirizzo: sarahtognetti@yahoo.it

Corso di tecnica shabby presso La Borina Agriturismo


1 aprile 2015

Felicità

Ho sempre detto: "Il giorno che mi sposerò dovranno esserci minimo 30 gradi"! Beh oggi non arriviamo a 30° ma il sole è splendente e fa da contorno a questa giornata veramente speciale per noi. Dodici anni fa ci siamo incontrati per la prima volta e un colpo di fulmine ci ha colpiti entrambi. Non potevamo più aspettare e oggi davanti alle nostre famiglie ci siamo scambiati le nostre promesse. La ragazza pazzerella e un po' rock'n roll ha messo finalmente il vestito bianco…e la fede al dito. È un giorno meraviglioso!

Photo by Andrea Bagnasco

30 marzo 2015

La tavola di Pasqua

Sabato scorso ho tenuto assieme a Simonetta lo speciale workshop dedicato alla Pasqua e a fine giornata, dopo aver realizzato vari progetti abbiamo allestito una tavola in festa. Mi piace pensare a come decorare la tavola e non aspetto una ricorrenza specifica per farlo. Anche se invito una coppia di amici o un gruppetto di amici intimi, mi piace perdermi nei pensieri del tipo: "Quale bicchiere scelgo?", "Che piatti metto?" e soprattutto "Che tovaglia uso?". Questa volta Simonetta ha portato una vecchia tovaglia acquistata in un mercatino. È stata fatta a mano in casa quando ancora i telai che venivano utilizzati non erano più larghi di 70 cm, infatti ha varie cuciture essendo una tovaglia molto grande, ma sul mio tavolo ci stava che è una meraviglia. Ho provato a rubargliela ma la Simo quando si tratta di cose vecchie acquistate nei mercatini è un vero osso duro! :)

Con le ragazze presenti al corso, abbiamo realizzato una ghirlanda davvero originale utilizzando del lamierino (una semplice lattina riciclata) e invecchiata con l'effetto ruggine. Infine l'abbiamo decorata con delle farfalline semplicemente create con una fustella ed una pagina di un vecchio libro. Ma non solo, le partecipanti al corso hanno invecchiato un vaso in terracotta e creato una "speciale impalcatura" in filo di ferro successivamente ricoperta in carta pesta e dipinta. Sembrava che il vaso avesse un intreccio di rami che abbracciava la piantina. Anche su questa creazione abbiamo posato delle farfalline. Non sono carine? Io le adoro! Infine abbiamo pensato ad un piccolo segnaposto: un uovo "invecchiato" adagiato su di un piccolo nido. L'uovo era già stato svuotato in precedenza e dopo avergli dato una base neutra, con lo spazzolino da denti gli abbiamo creato una pigmentazione più scura che ricorda le uova di quaglia. Davvero molto carino l'effetto. 


Le uova presenti in tavola non sono solo opera delle partecipanti al corso. Avete fatto caso a quelle uova meravigliose traforate con disegni floreali? Ecco quelle sono opera delle magiche mani di Giulia Repetti che mi ha voluto omaggiare con questo regalo straordinario. Sono di una precisione unica e Giulia è stata carinissima a realizzarne due speciali con le iniziali dei nomi delle mie bimbe, per una Pasqua ancora più bella. Beh potrebbe essere un'idea davvero originale quella di utilizzarle come segnaposto con le iniziali dei nomi dei vostri invitati oppure mettere come centrotavola un bel cestino pieno di uova decorate coi disegni dei fiori che preferite. Io le ho messe all'interno di una gabbietta in ferro e anche se Pasqua sarà solo tra qualche giorno, fanno un bel figurone sul mobile accanto alla tavola. Provate a dare un'occhiata nel suo negozietto Etsy e scegliete quelle che preferite, provengono tutte dal oche, anatre e galline che alleva nella sua Cascina sui colli piacentini.

Alla fine abbiamo optato per una tavola semplice e dai colori chiari: bianco e turchese (uno dei miei colori preferiti). Le piantine hanno regalato quella freschezza che ogni tavola dovrebbe avere a mio avviso e le uova, beh quelle fanno decisamente Pasqua. Mancava giusto una bella torta pasqualina (torta tipica ligure a base di carciofi, super squisita) e poi saremmo stati a cavallo! E voi avete già pensato a come allestire e decorare la tavola per il giorno di Pasqua? Mancano pochi giorni ormai, ma noi abbiamo la casa già invasa da uova di cioccolato!

Photo by Shabby Chic Interiors. Don't copy or use without permission


26 marzo 2015

Dietro le quinte…di uno scatto

In questi anni di blog mi avete fatto veramente tante domande, di svariate origini direi, ma lo sapete qual è quella tra le più ricorrenti? Come faccio ad avere una casa sempre così in ordine? Perché ovviamente le foto che decido di pubblicare sono quelle più carine e dove la casa, un piatto o un oggetto è riuscito al meglio. Scatto un centinaio di foto (tanto per farvi un esempio) e ne scelgo una ventina. Ma secondo voi la mia casetta è sempre pulita e ordinata? Assolutamente no, dovreste vedere il dietro le quinte e vi rendereste conto della polvere, del crocchino della Ellie finito sotto al divano, della foglia di insalata rimasta attaccata alla sedia di Mathilde, della colata di caffè che sistematicamente è sui fornelli. Oggi voglio raccontarvi cosa succede dietro a uno scatto. Vi racconterò la mia esperienza e quella di due carissime amiche anche loro blogger come me. Avviso a tutti i naviganti, ritagliatevi dieci minuti e leggete il post in totale tranquillità, quello di oggi è lungo, ma molto interessante.

Il dietro le quinte ha sempre un grande fascino lo ammetto. Anche a me piace immaginare cosa si nasconda dietro una bella foto. Pensate che parlando di food blogger, ci sono dei prodotti (delle lacche brillantissime) che vengono spruzzati sul cibo al fine di renderlo perfetto per una foto. E nell'arredamento cosa succede invece? Posso parlare per me e raccontarvi la mia esperienza. Ricordo ancora ora uno dei primi servizi che ho realizzato non appena ci siamo trasferiti in questa casa. Ovviamente le stanze erano ancora abbastanza sottosopra ma la voglia di scattare e mostrarvi la mia camera da letto era davvero tanta. Così mi sono armata di forza e coraggio e ho cominciato a spostare qualche mobile e a sistemare la parte di stanza fronte letto. Dietro di me? Il caos più totale! Mobili ammucchiati uno sull'altro, il tappeto accartocciato nell'angolo e cosa più carina - questa è davvero una storiella davvero singolare - siccome in camera non avevo ancora posato il battiscopa ma ne avevo un pezzo lungo circa due metri, continuavo a spostare questo battiscopa di qua e di là in base allo scatto che decidevo di fare. A raccontarlo mi viene da ridere ancora ora. 

Un altro epico momento è stato quando venne a trovarmi dall'Olanda la fotografa Ilaria Chiaratti assieme alla mia amica Valentina per realizzare uno shooting che nei mesi successivi uscì sulla rivista Ariadne at Home. In quel frangente Valentina divenne la stylist della situazione e sposta questo, sposta quello, in quattro e quattr'otto rivoluzionarono casa mia. All'epoca il salotto era ancora una mera illusione e prendendo qualche oggetto di qua e di là riuscirono a dare una parvenza all'angolo divano non prima di averlo coperto con un copriletto bianco. Non so se riuscite a vedere bene le foto qui sotto, sono proprio il dietro le quinte di quel servizio. Vedete il divano? Il copriletto non copriva nemmeno tutto il pezzo lasciando intravedere la parte sottostante. Beh che importa tanto Ilaria scattò tenendo l'inquadratura verso sinistra! ;)

1. 2. 3. casa mia 4. 5. 6.

A volte è davvero buffo assistere ad un servizio fotografico. Spesso non si riesce ad immaginare che il fotografo (o la blogger di turno) scatti in bilico su di una scala oppure direttamente in piedi sul tavolo (io spesso mi alzo su di una sedia) o ancora completamente sdraiato a terra. Ci creiamo dei set fotografici che sono originalissimi come nel caso di Alice che fotografa i piatti che cucina in un determinato stile e realizza dei ripiani con vecchie assi di recupero che fa comparire ogni qual volta deve fotografare un dolce o una zuppa. Per la vostra curiosità le ho domandato come si prepari per uno servizio fotografico, ecco la sua risposta:

A. Il momento dello scatto forse è la parte più divertente di tutta la preparazione di un post ma anche la più difficile. La creatività è la parte fondamentale, è come se si avesse a disposizione una tela bianca da dipingere. È molto importante, almeno per me che utilizzo luce naturale, scegliere la giornata giusta; con un cielo grigio e piovoso tutto risulterebbe molto più difficile. Una finestra ben illuminata è la postazione perfetta e la parola d'ordine è per me, luce morbida, né troppa né troppo poca. Spesso mi aiuto con degli specchietti per far convergere la luce in un punto che voglio illuminare maggiormente o con dei pannelli chiari per ottenere una luce soffusa e rendere le ombre meno dure.

(Apro una piccola parentesi per farvi presente che anch'io ogni tanto utilizzo dei pannelli che riflettono la luce. Sapete dove li ho comprati? Alla Coop. Sì sì avete capito bene, li ho comprati al supermercato. Avete presente il cartoncino dorato sotto al salmone affumicato? Ecco quello è perfetto per riflettere la luce ed è pure gratis!).

A. Il lavoro vero e proprio comincia molto prima dello scatto. Cerco di immaginare le foto che voglio ottenere, spesso butto giù un bozzetto delle varie prospettive e degli allestimenti, studio attentamente la disposizione dei piatti e dei vari props (gli accessori che andranno a comporre la foto). Non si tratta semplicemente di mettere un piatto su un piano e fare clic, è tutto più complesso. Vorrei che le mie foto riuscissero a cogliere un attimo, una sensazione, un gusto, a trasmettere l'emozione che sta dentro il piatto che presento e vorrei che chi osserva le foto, riuscisse a provare quell'emozione. Cerco di abbinare i colori giusti, le stoffe, i piani di appoggio, i piatti e le posate, tutto deve essere in armonia col piatto che andrò a fotografare. La composizione è fondamentale per ottenere una bella fotografia, del resto è quella che rende accattivante un post che parla di cibo, è lei che fa venire l'acquolina in bocca.

Eh sì Alice ha proprio ragione e visitando il suo blog, sono sicura che l'acquolina verrà anche a voi. Le ho chiesto anche cosa utilizzasse per i suoi set fotografici

A. A seconda delle prospettive decido se allestire il set su un tavolo o direttamente sul pavimento nel caso in cui voglia fare scatti dall'alto. Utilizzo molto il legno come piano di appoggio, ho tantissime tavole di diverse misure e finiture ma non disdegno nemmeno il ferro, l'ardesia, la pietra o la stoffa. Ho anche diversi materiali che utilizzo per creare sfondi e moltissimi (troppi) accessori da utilizzare per completare il set! Insomma tutti questi aspetti sono un po' come le parole, se messi in ordine in maniera corretta e creativa, possono comporre un bellissimo romanzo. 


Anche Simonetta ha una fervida creatività nel realizzare i suoi set fotografici. Spesso si arrampicava sul davanzale della finestra ma ora il suo posticino preferito per scattare è il pianerottolo di casa. Lì la luce arriva dall'alto (il soffitto è tutto di vetro) ed è un posto perfetto per fare foto. Alla mia domanda, cosa hai creato per realizzare la tua scenografia, Simonetta mi ha risposto:

S. Per il set fotografico uso due o tre pannelli differenti a seconda se voglio dare un'impronta più rustica o più shabby. Uno dei pannelli che utilizzo di più è il retro di una vecchia porta, per l'altro ho assemblato delle assi di legno consumate dal tempo, il terzo è un pezzo di compensato che ho dipinto diversamente sulle due facciate: una è tortora scuro e l'altra rosa, un colore su cui risaltano bene i fiori. Purtroppo in casa la luce non è delle migliori in quanto le mie finestre sono rivolte a nord, quindi allestisco il set sul pianerottolo delle scale all'ultimo piano dello stabile in cui abito in modo che la luce arrivi diretta dal lucernario (meno male che gli inquilini dell'ultimo appartamento lo abitano solamente qualche giorno in estate). 

In che momento della giornata preferisci scattare?

S. Se riesco fotografo la mattina, ma tra una prova e l'altra mi riduco sempre a sfruttare gli ultimi minuti di luce disponibili ed è sempre una corsa. (Apro una piccola parentesi per dirvi che questo è assolutamente vero, mai telefonare a Simonetta poco prima del tramonto, se risponde lo fa in maniera sbrigativa dicendoti di sbrigarti perché deve finire di scattare. Io la adoro!). Per indirizzare la fonte luminosa uso spesso pannelli riflettenti che possono essere sostituiti anche dai cartoncini con cui viene confezionato il salmone (ve l'avevo detto no?), sono perfetti in quanto da una parte sono color argento per un effetto più naturale e dall'altra parte oro, ideali se voglio aggiungere calore. 

Utilizzi un programma di photo editor? Se sì quale?

S. Se possibile cerco di realizzare foto che non necessitano di ritocco altrimenti se devo tagliare, raddrizzare o aggiungere luminosità uso Gimp, un programma open source molto facile ed intuitivo ma nella mia WishList c'è Lightroom


Anche a me spesso chiedete quale programma di foto ritocco utilizzo per l'editing dei miei scatti e vi dico che secondo me come Photoshop non ce n'è nessuno. Per i miei punti di vista è il migliore. Ovviamente lo so utilizzare un decimo delle sue potenzialità (forse anche un ventesimo) ma ho cominciato a lavorare con questo anni fa e non ho più smesso. Bene amici, il post (o forse dovrei chiamarlo poema) di oggi termina qui. Mi auguro di aver soddisfatto tante curiosità e se avete qualche domanda lasciate un commento qui sotto. Vi lascio con un link ad un mio vecchio post (forse in molti non l'hanno mai visto oppure non ricordate, si tende a dimenticare le brutture) dove nella mia cucina regna il caos sovrano. E poi non venitemi a dire che la mia casa è sempre ordinata! ;) 


23 marzo 2015

In cerca di ispirazione

È primavera svegliatevi bambine, cantava Alberto Rabagliati! Oh che meraviglia, è arrivata la mia stagione preferita: aria frizzante, vento tiepido, voglia di mare, qui a casa mia la sera è già un piccolo concerto di rane ma ahimè arriva anche quello stato di torpore che ti fa passare dal letto al divano senza concludere un tubo in tutta la giornata. Quando suona la sveglia e tu sei già stanco ancor prima di cominciare, quando al solo pensiero di alzarti e abbandonare il calduccio del letto ti mette l'ansia e ti fa svegliare con la luna storta. Succede anche a voi o sono un caso a parte? No perché qui occorrono subito dei rimedi.

Tra l'altro con la bella stagione non arriva soltanto la stanchezza e no, sarebbe troppo bello. Assieme arriva la voglia di non fare un fico secco, l'ispirazione non bussa più alla porta (oppure ha dimenticato addirittura la strada) e lavorare può diventare un problema, soprattutto per chi come me possiede un blog e ogni settimana deve farsi venire qualche idea in mente per due o tre articoli. Tempo fa, un caro amico mi ha passò una lista dei 7 peccati capitali del marketing che ogni tanto ritiro fuori dal cassetto per ripassare i punti fondamentali. Beh uno dei peccati dice: essere noiosamente standard. E qui l'ansia sale alle stelle.

Eppure anch'io ci sono passata un sacco di volte e anche se questo per me, è un periodo molto produttivo, sono sicura che in futuro ci saranno giorni in cui vorrei prendermi a picconate la testa solo per vedere se esce "qualcosa" di buono e il tarlo di dover scrivere qualcosa di NON scontato, di NON banale e di monotono mi genera angoscia. La prossima volta che scriverò un post per la rubrica professione blogger vi parlerò di questi 7 peccati capitali ma adesso vorrei concentrarmi su come riaccendere la nostra ispirazione e come riattivare il nostro cervello nella giusta direzione. Sì perché sembra un cavolata ma lo sapete che pensando in negativo e chiudendoci in noi stessi si attiva una catena del pessimismo difficile poi riuscire ad uscirne? 


Quindi spalle dritte e testa alta, questo è il momento di pensare alla grande. La stanchezza si elimina con una buona dose di vitamine, vediamo ora come affrontare la parte creativa del nostro lavoro ovvero come non demoralizzarci di fronte a un foglio bianco. Cosa fate quando siete apatici e proprio non avete la voglia di fare nulla? Quando quello che amate di più fare non vi regala nemmeno una soddisfazione? A parte buttarsi sulla cioccolata intendo, cosa cercate di fare per smuovervi da questa situazione? Io vado a vedere cosa combinano i miei artisti preferiti. Mi leggo i loro articoli e faccio un pieno di energie. Seguire chi mi ha sempre ispirato e in qualche modo ha influenzato il mio mondo è per me una forza costante che mi regala la voglia di ricominciare con il piede giusto. Holly Becker,  Leslie ShewringHeather BullardKara RosenlundSara DuckettLoretaGarance DoréE-mag DecoThe glitter guide…ebbene sì la mia lista è molto lunga.

Anche ascoltare musica mi aiuta tanto in alcuni momenti. Ho sempre pensato che la musica riesce a toccare corde come nessun'altra cosa. Ti riesce a far rivivere determinate emozioni anche a distanza di tanti anni quindi perché non ascoltare magari la canzone con la quale siete cresciuti? La colonna sonora della vostra vita? Con Spotify è semplicissimo crearsi delle playlist e tutta la musica che volete è a portata di click! Anche creare una lista con tutti i traguardi più belli e significanti per noi è un ottimo modo per rivolgere lo sguardo alla positività. Tenere a portata di mano e vedere con i nostri occhi quello che siamo stati in grado di fare, arrivando a dei piccoli obiettivi che mai ci saremmo immaginati di raggiungere è un modo come un altro per dirci: ehi cavolo guarda come sono stato bravo, ce l'ho fatta! 

Decisamente fare liste è la mia cosa preferita (dopo sbaffarmi un etto di cioccolata si intende), la seconda lista che vi consiglio di fare è quella delle "buone notizie": n°___ motivi per sorridere ed essere felice. Ma non è  finita no. Quando l'universo mi sembra avverso e mi sento in sintonia solo con la pioggia, mi piace ripetermi un mantra: "Wake up. Kick ass. Be kind. Repeat". Sono una capra perché non so l'inglese ma questa frase l'ho imparata a memoria parecchio tempo fa e ripetendomela in continuazione trovo che mi faccia bene e mi aiuti a voltare pagina. Sarà solo autosuggestione la mia? Beh provare, male non fa giusto? E poi amici, cosa c'è di più semplice e veloce per cercare ispirazione se non aprire Pinterest? Una piccola dose giornaliera è quello che ci vuole. Attenzione però perché può causare dipendenza e allora si entra in un circolo vizioso in cui guardi solo immagini, trai ispirazione, ma arriva sera in un battibaleno e devi preparare cena, mettere a letto i bambini e della tua energia ritrovata non sei riuscita a farci nulla! 

P.S. Un altro modo per fare un pieno di energia? Iscrivervi al corso Shabby & Flowers for Easter che si terrà il prossimo sabato a Genova. Assieme a me e a Simonetta realizzerete dei piccoli progetti per la tavola di Pasqua e apprenderete la tecnica della tôle peinte. Imparerete come antichizzare la terracotta e i metalli creando l'effetto ruggine, creerete una ghirlanda da utilizzare come centrotavola oltre a dei piccoli segnaposto con piante e fiori di stagione. Vi metterete alla prova con idee uniche e originali: lamierino, cartapesta e filo di ferro non avranno più segreti. Inoltre si allestirà una tavola delle feste per celebrare il più bel giorno di Pasqua. Ti aspettiamo per passare assieme una giornata non solo istruttiva e creativa ma anche ricca di emozioni e divertimento!


18 marzo 2015

#Varier: libertà di movimento

In molti mi chiedono cosa significhi essere diventata Blogger CF Style e posso dare due spiegazioni a riguardo. La prima spiegazione è la seguente: nel momento in cui ci saranno eventi particolari, mostre & co, saremo invitate (parlo al plurale perché in tutto siamo ben 24 Blogger CF Style tra "vecchie" e "nuove") e scriveremo articoli in base alla nostra esperienza. La seconda spiegazione è quella dettata dal cuore e posso dirvi che essere entrata a far parte del Team di Casa Facile è un grande onore per me e sono felicissima di poter lavorare e confrontarmi con creative di grosso calibro e professionisti del settore. Sarò ripetitiva ma amo il mio lavoro, lo amo, lo amo, lo amo e lo amo! 

Pensate che lo scorso sabato una ragazza è venuta a casa mia per frequentare un corso individuale di tecnica shabby, arrivando direttamente dalla Sardegna. Questo mi fa capire che quando c'è una vera passione si muovono mari e monti pur di alimentare il fuoco che abbiamo dentro e che ci tiene vive. Io quando lavoro mi sento viva perché faccio quello amo e questo mi spinge a migliorarmi in continuazione e a cercare sempre nuovi stimoli. Sono sicura che da oggi in poi il mio lavoro sarà ancora più eccitante.

Parlando di lavoro voglio raccontarvi la mia prima esperienza come Blogger CF Style. Durante l'evento che mi ha visto riunita assieme al direttore di CF e alle altre blogger, abbiamo svolto il nostro primo compito: testare le sedute Varier. Sì sì avete capito bene, il nostro primissimo compito è stato proprio quello di valutare delle sedie. Stancate vero? ;) È stato divertente e molto istruttivo. Innanzi tutto il Sig. Mandrini - Amministratore Delegato dell'azienda - ci ha introdotto nell'argomento spiegandoci che il corpo umano è una perfetta macchina in movimento e il nostro corpo è fatto per muoversi. Purtroppo la vita sedentaria ci impone spesso di restare seduti per lunghi intervalli di tempo.


Oggi trascorriamo davvero troppo tempo seduti: in ufficio, in macchina, sull'autobus, a tavola…tutto ciò rischia di compromettere la nostra salute e alle prime avvisaglie di mal di schiena o torcicollo cosa facciamo? Prendiamo un antidolorifico spegnendo il dolore ma non ascoltando quello che il nostro corpo ci sta dicendo in quel momento. L'idea innovativa di Varier è quella di creare movimento anche stando seduti realizzando delle sedute in grado di accompagnare la colonna vertebrale. In poche parole l'azienda ha modificato il modo in cui stiamo seduti semplicemente aggiungendo la libertà di muoversi

Terminato il discorso del Sig. Mandrini, arriva il momento di testare le sedie e quale modo migliore per valutarle se non sedercisi sopra? C'erano 12 sedie e 24 blogger, praticamente una sedia a coppia ma ci siamo lasciate talmente prendere la mano (o forse dovrei dire il sedere dato che è stato il metro di giudizio per testare comodità e funzionalità) che in pochi minuti ognuna di noi ha voluto provare tutte le sedute e così tra un dondolio, un sposta di qui, allunga di là, abbiamo compilato una scheda di valutazione.

La sedia assegnatomi era la Eight Blue, uno sgabello super morbido e confortevole adatto alle penisole delle cucine, a chi lavora come receptionist o a chi ha la necessità di una seduta più alta rispetto all'altezza classica di una sedia normale da tavolo. Ognuna di noi aveva una sua preferita e dopo averle "provate" tutte ho decretato la mia sedia del cuore: la Actulum in versione dark/grey, la adoro! Inoltre penso che nel mio studio ci stia d'incanto (sì perché va bene l'ergonomia, la comodità e la funzionalità ma diciamocelo, noi donne valutiamo anche l'estetica di una sedia e questo modello in particolare è davvero molto molto bello). Beh che posso aggiungere ancora? #Ilovevarier! 

Photo by Shabby Chic Interiors. Don't copy or use without permission


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