24 giugno 2015

I corsi di tecnica shabby individuali non vanno in ferie

È arrivata l'estate e con l'arrivo della bella stagione tutti partono per le ferie, ma non Shabby Chic Interiors che per i corsi individuali non smette di lavorare. I corsi di gruppo ricominceranno a settembre ma i corsi individuali e di coppia continueranno il loro programma consuetudinario. Sei pronto per calarti totalmente nello spirito shabby? Dedicherò a te l'intera giornata e lavoreremo assieme in questo modo potrai portare un mobile un poco più grande rispetto alla grandezza normale dei corsi di gruppo. Di seguito una mini F.A.Q. che risponde alle domande che mi vengono poste con più frequenza.

Perché un corso individuale?
Perché saremo solo io e te e potrai farmi tutte le domande che vorrai. Possiamo decidere insieme di cosa parlare e come organizzare il nostro lavoro durante quella giornata. Preferisci concentrarti su oggetti in metallo? Allora si lavorerà su quello. Vuoi provare ad utilizzare lo sverniciatore, la carteggiatrice o quei prodotti che non hai dimestichezza nel maneggiare? Insieme ti insegnerò come fare.

Quanto dura un corso individuale?
In generale posso dirti che il corso comincia intorno alle ore 10.00 e lavoreremo assieme fino alle ore 16.00 circa ma dipende da come impronteremo il lavoro. Se hai bisogno di apprendere la tecnica base dello stile shabby o se vuoi provare a sperimentare l'effetto cerusè o qualsiasi altra forma di decorazione con cere colorate, lana d'acciaio e bitume di giudea per un mobile super personalizzato. Insomma qualsiasi cosa tu voglia vare, verrà prima programmato e deciso a priori in modo da essere subito pronti non appena ci incontreremo quel giorno. 

Quando posso iscrivermi?
I corsi di gruppo hanno una data che decido io, i corsi individuali al contrario, li posso tenere quando preferisci tu. Sei in ferie e vuoi dedicarti allo stile shabby? Allora organizziamoci in quei giorni e prenota al più presto la tua data. Lavori nel weekend e sei libero solamente un giorno a settimana? Non importa i corsi individuali li tengo sia durante la settimana lavorativa che nel weekend.

Ho già frequentato un corso di tecnica shabby posso iscrivermi ugualmente?
Certo che sì. Sia che tu abbia le competenze per decorare un mobile in stile shabby, sia che hai già frequentato un mio corso di tecnica shabby, ti insegnerò altri modi di decorare i mobili oppure potrai essere tranquillo di recuperare quel mobile a cui tieni tanto ma che hai paura di fare da solo. 

Che mobile mi consigli di portare al corso?
Tutti i mobili in legno saranno perfetti, ma questo dipende sempre dal tipo di corso che sei intenzionato a fare. Hai un mobile nuovo in laminato e gli vuoi cambiare totalmente look? In questo caso serviranno dei prodotti specifici ma il risultato è garantito. Tutto si può pitturare con i giusti prodotti: i caloriferi, il frigorifero, i mobili Ikea…

Dove li tieni i corsi individuali?
Per motivi di praticità li tengo a casa mia (Genova) ma se abiti nella mia stessa città sono disponibile a venire a casa tua. Questo ovviamente comporterà una lieve modifica sul prezzo del corso. Scrivimi una mail e potrò rispondere a tutti i tuoi quesiti.

Mio figlia/o vorrebbe venire con me può accompagnarmi al corso?
Assolutamente sì anzi se tuo figlia/o avrà piacere di partecipare a una giornata creativa e a tenere un pennello in mano, per lei/lui il prezzo sarà super vantaggioso perché avrà lo sconto del 50% sul prezzo del corso. (Lo sconto è valido sui bambini con età max 15 anni).

Per maggiori informazioni e iscrizioni: sarahtognetti@yahoo.it

Photo by Shabby Chic Interiors. Don't copy or use without permission


18 giugno 2015

Restyling di una cassettiera Ikea

Chi mi segue da un po' di tempo sarà a conoscenza del mio cruccio sui comodini nella mia camera da letto. Lo chiamo cruccio perché credo che i comodini siano la cosa che ho cambiato di più in questi tre anni (veramente non sono neanche tre anni che abitiamo in questa casa). Premetto che non ho mai amato i comodini uguali anzi, ho sempre utilizzato qualsiasi cosa come piano di appoggio accanto al letto. Sono passata da un tavolino tondo a una sedia, da un baule a una consolle. In un vecchio post di un anno e mezzo fa, vi avevo mostrato i cambiamenti, ovvero "un comodino per ogni evenienza".

Mentre subito qualche mese dopo, mi divertivo a creare tre diversi set fotografici, per tre stili differenti. Sarà stata l'aria di primavera? Il fatto è che in tutti questi anni non ho mai trovato quello che volevo. Ero (anzi lo sono ancora), alla continua ricerca di una vecchia cassettiera dalle dimensioni ridotte e dallo stile inglese. Già è difficile trovare questa tipologia di mobili dalle dimensioni perfette per le mie esigenze, figuriamoci poi trovarli nello mio stile preferito. Così mi sono detta, cavolo ma perché non posso fare qualcosa io, magari utilizzando un mobile Ikea nell'attesa di trovare il mobile tanto agognato?

Così un giorno di qualche settimana fa sono partita da casa in direzione di Ikea. Ero già gasata perché sapevo che avrei speso poco ma mi sarei divertita tanto nel restyling. Poca spesa tanta resa no? Sfogliando il catalogo avevo già adocchiato la cassettiera TARVA (chi inventa questi nomi prima o poi mi dovrà spiegare da dove trae ispirazione), e con nemmeno ottanta euro mi sono portata a casa il mio "giochino" nuovo. Non appena ho varcato la porta con lui, non ho saputo resistere e l'ho subito montato. L'ho posizionato venti secondi in camera da letto, giusto il tempo di fare due scatti e subito dopo ho cominciato i lavori di restyling!


Come prima cosa ho radunato gli attrezzi necessari per il lavoro: seghetto alternativometromartellochiodistuccocolla vinilicaseghettocassetta per tagli angolarilistelli di legno per spessorare e un avanzo di battiscopa. Sì avete capito bene ho utilizzato del battiscopa in legno grezzo avanzato dai due bagni. Quindi presa l'altezza del suddetto ho tagliato di misura quei piedacci lunghi e stretti che proprio non mi sconfinferavano. Ho fatto un bel taglio netto con il seghetto alternativo e in pochi minuti il mobile cominciava già a cambiare profilo. A questo punto ho dovuto creare un piccolo spessore con dei listelli  in legno (anche questi avanzati da un vecchio lavoro) in modo che una volta accostato il battiscopa, questo fosse alla giusta altezza. Ho fissato questi listelli con colla vinilica e qualche chiodino. Questo senza badare tanto alla precisione, perché lo "zoccolo" avrebbe comunque coperto il tutto.

Mentre la colla asciugava ho preso il mio amato battiscopa, il seghetto e la cassetta per i tagli angolari. In questo caso ho dovuto tagliare il battiscopa a 45° in modo che gli angoli fossero perfetti. Se volete ripetere anche voi questo piccolo progetto di restyling, vi consiglio di stare un poco più larghi con le misure dei tagli angolari perché a differenza del seghetto alternativo, il seghetto manuale "mangia" di più. Tagliati tre pezzi di battiscopa su misura, li ho incollati e inchiodati a quello che restava dei piedi mozzati. Ho stuccato la testa dei chiodini e una volta asciutto tutto, ho carteggiato quei punti e l'intero mobile (quest'ultimo con una carta a vetro più fine) in modo che rimanesse bello liscio al tatto.

Non ho stuccato i buchini già esistenti sul fronte dei cassetti, perché al posto dei pomelli in legno dati in dotazione al mobile (abbastanza orrendi ammetto), ho utilizzato due pomelli nuovi in ceramica e quattro vecchie maniglie a conchiglia con tanto di vari strati di pittura scrostata. Beh ovviamente prima di montare le maniglie e i pomelli ho pitturato l'intera cassettiera. Ho scelto un colore strano da spiegare; è un mix tra un grigio, un beige ed una punta di blu. Molto molto carino. Ecco, ora penso che mi calmerò e che questa cassettiera durerà parecchio tempo…sempre che non trovi prima un vecchio comò dalle dimensioni piccole e in stile inglese ovviamente! Ah quanto mi piacciono i restyling e quanto amo l'Ikea! 

Photo by Shabby Chic Interiors. Don't copy or use without permission 

P.S. Avete già notato la differenza nelle ultime due foto? Non avete visto niente sul muro dietro la testata del letto? Nei giorni scorsi mi sono divertita a decorare la parete…ma questo ve lo racconterò nel prossimo post, restate sintonizzati! ;) 


15 giugno 2015

L'arte di collezionare

Buongiorno amici e buon lunedì. Oggi voglio farvi scoprire una delle collezioni a me più care. È una collezione un po' particolare me ne rendo conto ma sono anni ormai che in ogni posto nuovo in cui vado, cerco un pezzo da portare a casa per rimpinguare la mia raccolta. Di cosa sto parlando? Di una collezione di quaderni, diari e block notes. Lo dico a bassa voce, quasi sussurrando…qui in famiglia i miei quaderni sono molto ambiti e le bimbe li desiderano come desidererebbero l'arrivo di Babbo Natale! Adoro scegliere con un cura un nuovo quaderno quando ho un progetto importante che richiede il prendere appunti o il fare qualche schizzo. E poi cominciare a scrivere su di una nuova pagina bianca è una sensazione unica!

Mi è venuto in mente di fare questo post dopo che qualche settimana fa ho postato su Instagram la foto di un quaderno fatto da me e parlato appunto di questa mia strana collezione. Beh dai tanto strana poi non lo è, se pensate che per me scrivere è stata una passione fin dalla più tenere età (penso di conservare ancora qualche diario segreto), ora non potrei più farne a meno. Nè di scrivere né di leggere ovviamente. Beatrice sembra avere ereditato questa mia passione e con i suoi risparmi, le piace acquistare quaderni colorati. Non appena arriva a casa, corre in camera sua, sceglie la penna più bella e comincia a riempire le pagine: "Mamma ho già scritto 50 righe!", esclama gioiosa. 

La settimana scorsa (come ben sapete) è finita la scuola e le bimbe hanno riportato a casa tutti i libri e quaderni. Tra tutta questa carta, Beatrice ha riportato a casa un diario tenuto chiuso da un nastrino di stoffa, non lo avevo mai visto così le chiedo: "Amore cos'è questo quadernino nero?". Lei tutta emozionata mi risponde che è il diario che la maestra ha deciso di far tenere a tutti gli alunni della sua classe. Non mi vuole far leggere tutte le pagine (piccole bimbe crescono), ma solo le parole che ha riportato la maestra sulla prima facciata: il diario può essere un amico silenzioso ed invisibile a cui potrai confidare segreti ed emozioni ogni qualvolta lo vorrai…per sempre!


Tornando a parlare della mia collezione, non solo la trovo piacevole perché amo la scrittura e amo sentire il profumo della carta sotto le dita, ma anche perché ogni qualvolta prendo un quaderno in mano, questo mi lega a dei bei ricordi: viaggi, posti nuovi che ho scoperto, momenti indimenticabili. Come ad esempio il piccolo quaderno in carta riciclata che ho voluto abbellire e utilizzare come gustbook nel giorno del mio matrimonio. Oppure del piccolo quaderno "carnet de bricolage" con tanto di martello e matita in copertina, acquistato a Parigi durante il mio viaggio di nozze.

Quando ero bambina, ricordo che "andava di moda" (passatemi il termine) collezionare farfalle. Per fortuna nel corso degli anni, per un motivo o per l'altro questi animaletti fissati con degli spelli hanno cominciato ad attirare sempre meno pubblico, ma tante sono le passioni che hanno animato nel corso del tempo i collezionisti di ogni età. Mi sono sempre chiesta: "Da dove nasce la tendenza ad accumulare oggetti di vario genere"? Sì perché questa mia raccolta di quaderni & co l'ho chiamata collezione ma forse dovrei chiamarla più correttamente raccolta. 

Rispondendo alla domanda di prima posso dire che anche i bambini in età scolare tendono a collezionare oggetti di valore soggettivo, pieni di senso in un'età di passaggio. Chi di voi non ha mai collezionato figurine di ogni genere? Nella storia, la collezione dei trofei di caccia ha un'origine che si perde nella notte dei tempi. Aspetti culturali, artistici, soggettivi, di passaggio ed evolutivi si intrecciano tra loro. Tra le caratteristiche di un collezionista oggi possiamo citare il desiderio di possedere un oggetto raro, rappresentativo di una certa epoca, di cui poter godere singolarmente in segreto o eventualmente con pochi privilegiati. 

Lo scopo che soddisfa il collezionismo è vario: un modo per evadere o per esprimersi, per comunicare o per distrarsi, per condividere con pochi altri in gradi di comprendere l'unicità di quel particolare oggetto.  Collezionare significa sfidare il tempo, tuffarsi nella storia per ridare vita a delle passioni, rivivere i ricordi che legano a quel particolare oggetto. Forse le mie, anzi togliamo pure il forse, le mie sono collezioni povere perché oltre ad avere una particolare predilezione per quaderni e diari, mi piacciono tantissimi altri oggetti che nel corso degli anni ho imparato ad accumulare: portauovo (ne avrò almeno una trentina), vecchie sveglie, scatole di latta, chiavi in ferro, ai più queste potrebbero sembrare cianfrusaglie, ma per me sono solo dei bellissimi ricordi…tutti da collezionare ovviamente!

Photo by Shabby Chic Interiors. Don't copy or use without permission


9 giugno 2015

Shabby a ritmo di rock

Lo scorso aprile, esattamente un giorno prima del mio compleanno mi contatta via mail la segreteria di Casa Facile, la quale mi informa che per l'uscita di giugno vorrebbero pubblicare casa mia. Potete immaginare la mia faccia mentre piano piano scorrevo le parole di Francesca vero? Cavolo che bellissimo regalo di compleanno che mi hanno fatto, anzi regalo di compleanno + regalo di nozze. Sì perché nell'articolo che potete leggere su Casa Facile di questo mese, si parla anche del mio matrimonio. Ma quanto sono felice? :)

È una domanda che spesso mi pongo e quando me lo domando non mi riferisco alla felicità in senso lato, ma alle soddisfazioni che mi regalano stati profondi di benessere ed euforia. Questo è stato sicuramente un caso eclatante di euforia. Sì perché nell'articolo, nelle foto di Ilaria e nelle parole di Valentina sono uscita proprio io: Shabby a ritmo di rock, chi mi conosce sa che sono così! Certo che essere chiamata la regina italiana dello stile shabby mi mette un po' di soggezione eh? Però cavolo che soddisfazione! Le bimbe sono tutte eccitate perché anche loro compaiono sulla rivista e non gli sembra vero di "essere famose" (parole di Bea). Proprio lei ne parla ai nonni come se il prossimo mese dovesse partecipare agli Oscar, che buffa! Aspetto solo che mi chieda un vestito nuovo per l'evento, ihih!

Io sono straemozionata perché il 2015 mi sta regalando delle grandi sorprese, tra cui quello che mi vede assieme a Simonetta e Andrea in un progetto tutto nuovo chiamato Style Wedding. Avevo accennato qualcosa sulla mia pagina facebook qualche giorno fa ma abbiamo voluto tenere il segreto stampa fino ad ora. Beh amici è venuto il momento di venire allo scoperto con quello che sarà un'altra occasione di lavorare accanto a persone che stimo in un settore per me tutto nuovo: il mondo del wedding

Nelle prossime settimane teneteci sott'occhio perché vi faremo scoprire il nostro lavoro e nostre le idee. Insomma ne vedrete delle belle. Nel frattempo vi invito a visitare la nostra pagina facebook e farla cominciare a crescere con noi. Tornando a parlare dell'articolo, qualcuno mi ha chiesto dove fosse finito il bancone della mia cucina o la carta da parati in camera delle bimbe. Non vi preoccupate non ho bruciato né fatto sparire nulla, solo che alcune foto sono state scattate un po' di tempo addietro. Non mi resta che augurarvi una buona lettura! Shabby a ritmo di rock…ma quanto mi piace?! ;)

Photo by Shabby Chic Interiors. Don't copy or use without permission 

3 giugno 2015

Un tocco di colore giallo

Giovedì scorso vi avevo parlato della mia voglia di colore e anticipato un lavoretto che avevo intenzione di fare: pitturare un mobiletto trovato abbandonato accanto ai bidoni della spazzatura. Detto così non suona molto bene lo so, ma è la nuda e cruda verità. Posso solo dire, meno male che c'è ancora chi butta via dei mobiletti così carini non trovate? 

Era da un po' di tempo che avevo la voglia di aggiungere un po' di colore in camera delle bimbe e rendere l'ambiente più sbarazzino. Con un tocco di colore giallo il primo passo è stato fatto. Ora vorrei comprare qualche stoffina Liberty e realizzare qualche cuscino super colorato. Inoltre vorrei cambiare il colore alla ribalta che funge da comodino centrale per i letti di Beatrice e Mathilde. 

In questo post dello scorso aprile, vi ho spiegato per filo e per segno i cambiamenti che vorrei apportare alla loro cameretta. Cosa ne pensate? Ho già pronta una latta di pittura colore verde acqua che aspetta solo di essere aperta! Anche perché tutto questo rosa mi ha un po' stufato, vorrei diminuirlo un pochino e le bimbe sono d'accordissimo, anche loro come me non sono troppo amanti del colore rosa.

Oltre ad aver pitturato il mobiletto "trovatello" ho aggiunto al posto dei tre quadretti che avevo realizzato tempo fa, due vecchie cassette della frutta, messe accanto alle altre due che erano già appese al muro.  I tre quadretti invece li ho appesi nella parete dove poggia il letto della Mathi. Lei è tutta felice che le abbia decorato la "sua" parete.  Qualcuno mi ha chiesto di che colore è quel giallo utilizzato per il mobiletto, si tratta di Yellowcake di Farrow & Ball.

Oddio sono felicissima! Questo piccolo cambiamento e la stanza non sembra più la stessa. Quando entro in camera loro mi sembra che un raggio di sole la illumini continuamente. Chiederò consiglio agli iscritti dei miei prossimi corsi di tecnica shabby (sabato prossimo sarò ad Ovada e domenica a Milano) perché vorrei sapere cosa ne pensano se portassi ai miei corsi questo colore così allegro. Forse qualcuno come me ha la voglia di un tocco di colore giallo

Photo by Shabby Chic Interiors. Don't copy or use without permission


1 giugno 2015

Dal tronco al mobile

Buon lunedì amici, chi di voi sta facendo ponte alzi la mano! ;) Noi siamo tutti in festa perché le bimbe sono a casa da scuola e anche Gigi è riuscito a prendere un giorno di ferie. Così se il tempo lo permette ci piacerebbe fare un po' di mare prima dell'invasione barbarica di turisti che affolleranno le spiagge liguri. Prima di mettermi il costume però voglio presentarvi un nuovo sponsor: l'Arte di Mastro Geppetto. È stato un piacere conoscere tutta la squadra che lavora dietro all'azienda e vedere la passione e l'impegno che ognuno di loro dedica quotidianamente al proprio lavoro. Tra l'altro mi sono totalmente innamorata delle loro cucine e siccome la cucina è il regno di una casa e so anche che molti di voi la stanno proprio cercando in questo momento, questo è un ottimo indirizzo dove andare a cercare la vostra! 

La vostra è un'azienda di famiglia, chi è stato la forza trainante che ha voluto la nascita de l'Arte di Mastro Geppetto?
In realtà la nostra azienda madre risale al 1869 ed era costituita da un solo gruppo di falegnami il cui capo cominciò a variare e rimodellare lo stile dell'epoca. Un po' inventando e legando le scelte alla funzionalità oltre che alla modellista, per consentire alla generazione dell'epoca una più vivibile ambientazione. L'azienda nasce tra il Lazio e la bassa Toscana, luoghi di culto di cibi buoni e genuini. Le famiglie necessitavano di piani di lavoro e attrezzature comode per consentire di lavorare in maniera ottimale, di conseguenza la cucina, diventò l'ambientazione di lavoro più frequentata e necessitava di accorgimenti. La passione che ha comportato questa continua ricerca ha coinvolto anche le generazioni successive. Degno successore di quegli anni, Giuseppe De Bernardi, fin da bambino cominciò a costruire giocattoli in legno per le sue sorelline fino a realizzare con passione cucine e arredamenti sempre innovativi, funzionali ma soprattutto sempre contraddistinti da uno stile originale.

Quando un nuovo cliente arriva da voi cosa si può aspettare dal vostro lavoro?
Siamo una squadra diretta da una passione che con professionalità e amore, avvertiamo l'esigenza del perfezionamento e tendiamo all'eccellenza. Tale stato di fatto, il nostro interlocutore lo avverte e senza tema di smentita realizziamo l'ambiente richiesto nel tempo massimo di dieci minuti mai sottovalutando ogni più piccolo spazio da arredare.

Da dove traete ispirazione? Come vi tenete aggiornati?
Il punto di vista legato alla modellistica che ci contraddistingue è legato da una cultura dovuta a continui aggiornamenti che il gruppo quotidianamente effettua. Tanto aiuta la conoscenza di stili di vita internazionali dai quali sempre ci ispiriamo e dai quali tendiamo a cogliere l'eccellenza che esso propone nel rispetto soprattutto del made in Italy.


Come nasce una nuova collezione?
Spesso le nostre linee arrivano direttamente dal confronto con la clientela che spesso richiede caratteristiche o elementi che poi riteniamo opportuni da inserire nei nostri prodotti. In questo modo siamo più vicino alle esigenze della clientela più vasta.

Qual è la parte più creativa del vostro lavoro?
Divertirci ad arredare e confrontandoci con il nostro interlocutore. Grazie a questo passaparola che negli anni si è consolidato, il nostro futuro cliente è già entusiasta prima ancora di vedere il lavoro effettuato. 

Chi volesse venire a vedere i vostri mobili come può fare?
Il nostro show-room è a Roma ma per chiunque fosse interessato a qualsiasi nostro prodotto non ci sono problemi? Basta contattarci e provvediamo al trasporto e montaggio in tutta Italia. Anche per realizzazioni di progetti a partire da piantina.

Che tipo di pitture e vernici utilizzate?
Tutti i nostri prodotti sono realizzati nel rispetto della natura, dal legname certificato e utilizzando solo vernici ad acqua atossiche perché un ambiente deve essere damo anche all'interno delle mura domestiche.

Le vostre cucine sono da urlo (io mi sono letteralmente innamorata di almeno tre cucine visitando il vostro sito), che tipo di rapporto qualità prezzo offrite al cliente?
I nostri clienti hanno il vantaggio di essere seguiti da un team di progettisti d'interni senza intermediari avendo a che fare con il produttore diretto senza avere troppi "passaggi di mano". Ovviamente ciò abbassa molto i costi del prodotto finito. Solo qualità sia di materiale che di servizio. D'altronde il nostro motto è proprio "dal tronco al mobile impossibile a meno"!



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