19 settembre 2014

Trova le differenze in cucina

Avete presente quel gioco famoso della settimana enigmistica trova le differenze? Ecco, trovate le differenze nella  mia cucina! Per chi mi segue anche sulla pagina fb avrà già intravisto qualcosa e letto che quest'estate mi sono divertita a cambiare colore alla mia cucina. Le trasformazioni non sono ancora completate però; ho dipinto i due sgabelli attorno al bancone ma non ho ancora cambiato colore al bancone. Nei prossimi giorni dovrei riuscire a fare tutto, ma non potevo aspettare ancora, avevo troppa voglia di mostrarvi la mia "nuova" cucina così ieri pomeriggio ho ripreso in mano la reflex e fatto qualche scatto.

Se vi ricordate avevo aggiunto dei particolati rossi e dipinto la scritta EAT di un bel rosso acceso. Adoro ancora quel colore ma come mi piace cambiare un vestito, mi piace cambiare colore agli ambienti, che siano oggetti, mobili o le pareti della stanza. Infatti non so se capisce bene dalle foto ma anche i muri sono cambiati. Il colore iniziale era un giallino molto molto chiaro ora invece è tutto bianco. Incredibile vero? Non ci credo neanch'io! Eppure questo bianco è contrastato dai colori forti degli sgabelli (Dix Blue di Farrow & Ball) e da quello che sarà il nuovo colore del bancone (Stone Blue di Farrow & Ball). 


Con lo stesso colore che ho utilizzato per pitturare i due sgabelli, ho ridipinto la scritta EAT, un portauovo in legno, un piccolo contenitore a due cassetti in legno che tengo appoggiato sul top della cucina e una bottiglia di vetro. Sì avete capito bene una bottiglia di vetro. Oltre ai piatti e alle tazze turchesi, volevo aggiungere qualcosa di vetro per dare un tocco in più. É veramente molto semplice farlo e non occorre spendere tanti soldi in materiale specifico. Se volete copiare anche voi l'idea procuratevi:

    - una bottiglia di vetro
    - della pittura nel vostro colore preferito
    - una siringa
    - un contenitore di plastica

Mettete un poco di pittura nel contenitore di plastica e aggiungete un filo di acqua. La densità della pittura deve assomigliare ad una crema fluida. Se aggiungete troppa acqua i pigmenti del colore scivoleranno sul vetro mentre se ne aggiungerete poca, la pittura farà fatica a scivolare. Quello che posso consigliarvi è di aggiungere acqua un poco alla volta. 

Con una siringa grande prelevate la pittura e cominciate a riempire la bottiglia. Cercate di farlo mentre con la mano girate la bottiglia in modo che il colore vada a coprire ogni parte. 

Una volta che avete ricoperto tutto l'interno della bottiglia, capovolgetela a testa in giù e lasciate uscire il colore in eccesso. Dopodiché lasciate asciugare per una giornata intera. 

Photo by Shabby Chic Interiors. Don't copy or use whiteout permission


17 settembre 2014

#Rassegna stampa: Living Life Beautifully

Con Settembre riprende la Rassegna Stampa e quest'oggi voglio farvi vedere uno dei miei libri preferiti: Living Life Beautifully. Se mi seguite da qualche anno conoscerete il mio amore per tutto ciò che è Cabbages & Roses, così quando è uscito questo libro non ho saputo resistere (come del resto per tutti i libri firmati C&R) e l'ho subito ordinato. Quando ancora stavo progettando la cameretta delle mie bimbe, ho deciso che una parete sarebbe stata rivestita con la carta da parati C&R. L'avevo notata sul loro sito e dopo averla vista e rivista in tante foto su pinterest, l'ho comprata anch'io. Assieme alla carta avevo ordinato un po' di stoffa per aggiungere lo stesso colore e fantasia a qualche elemento della camera. In seguito con questa stoffa di lino ho realizzato dei cuscini per il letto, per il divanetto e rivestito una poltroncina in legno. Che dire se non che l'adoro? 

É pazzesco come ogni foto mi attiri come una calamita. Saranno i colori delicati, le atmosfere ricche di poesia e le ambientazione semplici ma ricercate allo stesso tempo, ogni volta che mi soffermo su queste immagini sogno ad occhi aperti. Avete mai a provato a digitare cabbages and roses su pinterest? Se non lo avete ancora fatto, aspettate di farlo quando figli e i mariti sono già nel mondo dei sogni e la casa dorme. Avrete tutta la tranquillità di sognare anche voi ad occhi aperti. Ho parecchi libri C&R e mentre ristrutturavo casa non facevo altro che sfogliarli. A parte la fantasia delle stoffe mi sono sempre piaciute le varie ambientazioni. Ho deciso che volevo la mudroom in un certo stile dopo aver visto questa foto. A proposito di mudroom, mi sono resa conto solo ora che non ve l'ho mai mostrata. Forse l'avete intravista in qualche foto, prometto che presto farò un bel post a riguardo.


Tornando a parlare del libro (dato che questo articolo dovrebbe essere una rassegna stampa), posso dirvi che acquistandolo, troverete 190 pagine di foto meravigliose, davvero una più bella dell'altra. Il libro è suddiviso in capitoli e scritto in inglese, inoltre nell'ultima pagina troverete dei campioni fotografati di stoffa, gli stessi che vedete nelle foto di questo post. 

Passo subito alla domanda che caratterizza questa rubrica e che leggerete in ogni post ovvero perché consiglio di comprare questo libro? Perché Cabbages & Roses non si smentisce mai e con questo brand si va sul sicuro. Perché il loro stile è sempre fresco e ricercato. Ci sono molte idee per la casa con una particolare attenzione ai particolari. Sfogliando questo libro mi è sembrato di entrare veramente in quelle case fotografate e mi stupisco di come una vecchia cornice, una cassetta di legno, un paio di sci o anche un palco di cervo si armonizzi con tutto l'ambiente: colori, stoffe e dettagli tutti assieme. Un ottimo regalo per l'amica patita d'arredamento e un ottimo regalo anche per sé, date retta a me! 

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15 settembre 2014

Come NON si pittura un mobile

Buon lunedì amici, tornati tutti al lavoro? Immagino che qualcuno sarà ancora in ferie e magari  proprio in questo momento si sta godendo il tiepido sole di Settembre. Mi sono accorta che sul web, compreso sul mio blog, ci sono tanti articoli in cui si parla come si deve (o si dovrebbe) pitturare per ottenere un bell'effetto senza fare errori in modo che il mobile sia uniforme e senza segni lasciati dal pennello o dalla troppa pittura oppure ancora graffi lasciati dalla carta a vetro. Sì ma quali sono questi errori da evitare? Lo scorso Agosto ne avevo parlato sulla mia pagina fb in questo post ma ho preferito aggiungere un paio di cose e riproporre lo stesso argomento, ovvero come non si pittura.

Mi è venuta questa idea nel momento in cui ho dovuto ripitturare dei mobili di una cliente che ha voluto provare a trasformare in stile shabby ma non ha raggiunto un buon risultato, non avendo alle spalle nessuna competenza. Sicuramente un po' di manualità aiuta nel pitturare bene un mobile o un qualsiasi altro oggetto si voglia pitturare. Non avete manualità? Non disperate perché la perseveranza e l'impegno ripagano. Se vi "allenate" a pitturare acquisirete in poco tempo le competenze per ottenere un lavoro soddisfacente. Le regole da seguire per evitare di fare errori sono poche e molto semplici. Vediamole insieme.

COME NON SI PITTURA:

1) Nelle foto che vedete qui sotto, potete notare delle gocce di un giallo scuro, annidiate negli angoli o nelle fessure dei mobili. Quelle gocce non sono altro che flatting (non tirato bene) e seccato. Io sconsiglio di utilizzare il flatting per i mobili che teniamo in casa, come protezione è più indicata della cera neutra che nutre il legno e rende impalpabile il lavoro finito. 

2) Se siete comunque amanti del flatting (o di altre vernici protettive finali) cercate di caricare il pennello con poco prodotto. Questo tipo di vernici sono molto liquide ed è facile che se non tirate bene, si formino delle gocce che seccando assumerebbero quel tipico colore giallognolo (anche se il flatting liquido vi sembri incolore).

3) Stesso discorso di prima, non bisogna caricare con troppa pittura il pennello. Questa va stesa e tirata bene in modo da evitare gocce di colore che seccando creerebbero degli spessori poco gradevoli alla vista. É preferibile caricare il pennello con poca pittura piuttosto che caricarlo con troppo pittura. L'esperienza vi farà capire quanto quanto colore caricare sul pennello.

4) Se il colore è troppo denso allungatelo con un poco d'acqua (ovviamente se state utilizzando pitture all'acqua e non a solvente). Aggiungete l'acqua solamente nella pittura che utilizzate in quel momento e non in tutta la latta. Ricordatevi l'acqua fa marcire la vostra pittura, l'aria invece la secca.


5) Se il pennello che tenete in mano non è stato risciacquato bene dopo l'ultimo utilizzo ed ora ve lo ritrovate con le setole dure cercate prima di ammorbidirle con acqua calda. Nel caso non riusciate nell'intento, preferite un nuovo pennello. Sarà più facile pitturare con un pennello dalle setole morbide e vi aiuterà a non formare le così dette "scie" lasciate dal pennello stesso. 

6) Se pitturate sopra dei fogli di giornale stati attenti che questi non si attacchino al vostro colore e di conseguenza al mobile. Se non vi accorgete che la carta è rimasta attaccata al mobile, una volta che la pittura è asciutta sarà impossibile toglierla senza rovinare il lavoro. É preferibile perciò pitturare su dei teli di nylon. Nei colorifici troverete dei rotoli di nylon e dei grossi teli di plastica, gli stessi utilizzati dagli imbianchini. 

7) Se non avete una superficie abbastanza ampia da poter tirare il colore è inutile e controproducente avvicinarsi con il pennello intriso di pittura perché fatichereste a stenderlo bene. Inoltre scegliete la grandezza del pennello in base alla grandezza del mobile. Io utilizzo tre grandezze di pennelli: 30, 40 e 50, ovvero 3 cm, 4 cm e 5 cm di larghezza.

8) Ricordatevi che non si pittura mai sotto il sole (anche lo smalto sulle unghie non si dà mai sotto il sole!). Il colore asciugherebbe troppo in fretta e non si avrebbe la possibilità di tirarlo quanto si dovrebbe.

9) Quando cominciate a pitturare un mobile, non saltate da una parte all'altra. Se ad esempio state pitturando la gamba di una sedia, accertatevi di terminare quella parte prima di passare all'altra gamba. 

10) Quando carteggiate il vostro mobile è importante carteggiarlo seguendo le venature del legno. Successivamente mentre lo pitturate, stendete il colore nello stesso verso in cui lo avete carteggiate e non il contrario. 

Buon lavoro a tutti! 

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12 settembre 2014

Beni Ourain, tappeto marocchino

Sono alla ricerca di tre bei tappeti da sistemare rispettivamente nella mia camera da letto, in quella delle bimbe e davanti al divano, tra questo, la credenza e il caminetto. Ho sempre pensato che scegliere il tappeto giusto non fosse affatto semplice e in effetti sto avendo un po' di difficoltà a riguardo. Fino a quando un giorno di questa estate ho trovato una foto su pinterest che mi ha aperto letteralmente gli occhi. Da quel momento ho deciso, il mio tappeto sarebbe stato come quello. Sì ma come cercarlo? Ho cominciato a digitare qualsiasi cosa, a visitare siti e siti di vendita di tappeti, ma niente da fare, di simili come quello in foto neanche l'ombra. Dopo qualche settimana mentre pranzavo e chiacchieravo con un'amica mi sono ricordata del tappeto e le ho mostrato la foto che vedete qui sotto, la stessa che mi fece innamorare del famoso tappeto in questione. Così dopo aver mostrato l'immagine a Valentina, lei come se niente fosse mi rispose: "Ah ci credo che ti piace, è un Beni Ourain"!

Potete immaginare la mia faccia quando ho sentito nominare il nome del tappeto? Così le chiedo: "Beni cosa"? E Vale mi spiega che è un tappeto marocchino fatto a mano che ha origini molto lontane e che qui in Italia costa un occhio della testa ma se comprato in Marocco ovviamente no. E te pareva che non mi piacesse qualcosa che per avere bisogna accendere un mutuo, vincere al superenalotto o vendere un rene? Appena tornata a casa da quel pomeriggio passato insieme mi sono documentata e ho scoperto essere un tappeto molto ricercato. Il Beni Ourain nasce dalla tradizione marocchina e in origine veniva realizzato da tribù berbere delle montagne del Medio Atlante del Marocco e utilizzato come lettiera per la stagione invernale. Sono tutti fatti a mano con doppio nodo, non sono tinti e di lana naturale al 100%. I colori variano dal panna al bianco sporco con disegni geometrici a forma di diamante e sono tutti diversi uno dall'altro. A quanto ho letto in rete, molti design famosi come Le Corbusier, Arne Jacobsen e Ray Eames possedevano un tappeto di questo tipo.


Se volete saperne di più e conoscere i tanti modelli presenti in commercio vi consiglio di farvi un giretto sul sito beniourai.com dove ne troverete anche di colorati oltre ai tantissimi modelli chiari dai diamanti neri, decisamente i mie preferiti. Navigando per il web si trovano tanti rivenditori per lo più stranieri. Il destino mi vuole per un viaggio in Marocco è inutile! Anche su Ebay ho trovato molti rivenditori e i prezzi variano dalle 250 euro (per i tappeti più piccoli) agli oltre 2000 euro. Uno dei miei preferiti è senz'altro questo, anche se non saprei proprio dove mettere un Beni Ourain di oltre quattro metri! 

Se conoscete la lingua inglese e siete curiosi di saperne di più sulle origini di questo bel tappeto, potete dare un'occhiata al sito Nazmiyal Collection. Ho trovato altri rivenditori online come West Elm, Restoration Hardware e Indigo & Lavander, quest'ultimo uno dei miei siti preferiti. Beh che aggiungere? Più li guardo e più ne vedrei bene uno nel mio salotto, ora non mi resta che cominciare a riempire di monetine molti salvadanai! ;)




10 settembre 2014

Nuovi corsi per l'autunno/inverno

Da tempo mi consigliate di aprire una pagina FAQ (Frequently Asked Questions), ovvero l'insieme di domande e relative risposte che voi lettori mi rivolgete con maggior frequenza. Ebbene ho finalmente creato questo spazio dedicato (che trovate fisso sulla barra di navigazione), con la speranza di soddisfare la curiosità di alcuni di voi. Se volete che aggiunga qualche domanda basta farmelo sapere scrivendomi al mio indirizzo mail: sarahtognetti@yahoo.it. In questi giorni sto lavorando ad un programma definitivo per quello che riguarda i nuovi corsi di tecnica shabby per il prossimo autunno/inverno. Questo che vi mostro è solamente una piccola parte, ci sono ancora molte date da aggiungere. Come al solito vi consiglio di iscrivervi alla Newsletter di Shabby Chic Interiors per non perdervi le novità relative ai miei corsi e a qualsiasi altra notizia legata ad appuntamenti come possono essere il secondo tour in Provenza organizzato da me e Simonetta e il Vide Grenier che terrò a casa mia (tutti e due saranno in Novembre). 

Come vi ho già anticipato sto cercando di raggiungere città in cui non sono mai stata come ad esempio Bologna e mi sto organizzando per raggiungere nuovamente Torino e Roma. Il calendario è già fitto e in programma ho segnato date nel nuovo anno, questo per dare la possibilità a voi di organizzarvi al meglio e iscrivervi per tempo. Quello che vi ricordo è che non ci sono termini per iscriversi ma non appena avrò raggiunto un numero massimo di partecipanti (questo cambia anche in base alla capacità della sala in cui si terrà il corso) chiuderò le iscrizioni. E' successo ad esempio che per il corso che terrò a Verona il prossimo mese (prima volta che vado da quelle zone), ho dovuto chiudere le iscrizioni parecchi mesi fa perché le richieste sono state davvero molte. Sappiate però che sto già organizzando un nuovo weekend a Verona per cui state tranquilli che c'è posto ancora per tanti di voi.


Ecco il calendario provvisorio per la prossima stagione. Vi ricordo che queste sono solo alcune delle date a calendario. Presto riceverete maggiori informazioni su ogni singolo corso e aggiungerò alcune date/località che sono al momento in via di definizione.

  • 21 Settembre, Genova
  • 4-5 Ottobre, Verona
  • 18 Ottobre, Grosseto (corso tecnica shabby + restauro legno)
  • 1 Novembre, Genova (Vide Grenier a casa mia)
  • 15-16 Novembre, Milano
  • 22-23 Novembre, Genova (decorazione della tavola e arte floreale)
  • 28-29-30 Novembre - Tour in Provenza
  • 18-19 Gennaio - Marina di Pietrasanta (Lucca)

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08 settembre 2014

Passione e creatività, l'arte della filatura

Succede a volte che la tua strada s'incrocia con la strada di un'altra persona (in questo caso con due persone) e dopo aver percorso una parte di cammino insieme ti rendi conto che questa persona è sempre  stata vicino a te e abita nella tua stessa città. Inoltre è una creativa e anche lei (anzi loro scusate) mamma di due bambini. Insomma molte cose ho in comune con Federica e Stefania e Genova è solamente una piccola parte che ci accomuna. Per me è un grande onore parlare di loro perché come me, sono riuscite con le loro forze a fare della loro passione un lavoro, oltretutto mettendo in primo piano il tema dell'ecologia. Sono anni che vorrei frequentare un corso di quelli che propongono loro e venire a conoscenza che nella mia città esistono laboratori di questo genere mi ha fatto fare salti di gioia (sono anni che vorrei tingere un vecchio copriletto e due tende utilizzando la tecnica della tintura naturale). Ma adesso voglio raccontarvi qualcosa in più di queste due ragazze. 

Federica e Stefania decidono di unire le forze e capacità creative e qualche anno fa danno vita ad un progetto rivoluzionario per l'Italia ma soprattutto per la nostra città, Genova, cioè quella di promuovere la filiera corta e artigianale della filatura manuale e artistica. L'idea vuole riproporre la filatura e le arti tessili ad essa collegate (tintura naturale, tessitura…) in chiave aggiornata alle nuove tendenze ed esigenze. Filare oggi non per vestirsi ma per ritrovarsi in una pratica antichissima ma estremamente artistica. Due grandi donne che insieme hanno dato il via a un'Associazione chiamata Fili, Trame e Colori che promuove diverse attività legate alle arti tessili. Siccome non è il mio campo e oltretutto ho poca dimestichezza nel settore, ho voluto fare a loro una piccola intervista perché ci raccontino e spieghino il loro lavoro, cosa propongono e far conoscere quest'arte manuale dimenticata negli anni. 


     Federica e Stefania, parlateci dell'Ass. Fili, Trame e Colori.

L'Associazione è nata per promuovere e sviluppare la filiera corta ed ecologica della lana italiana e delle fibre naturali attraverso la filatura a mano con le ruote, la tintura naturale con le piante tintorie e la creazioni di oggetti e accessori di abbigliamento a maglia, uncinetto, tessitura e cucito. Tra gli obiettivi si vuole recuperare una manualità antica ma come espressione artistica attuale e giovane che rispecchi il piacere di creare. Ogni manufatto viene realizzato impiegando solo materie prime rintracciabili prevalentemente prodotte in Italia che tutelino i piccoli allevatori e produttori che con il loro lavoro contribuiscono a conservare il paesaggio e il patrimonio culturale italiano. Le lane italiane di tosa di oggi purtroppo vengono smaltite come rifiuto speciale e in pochi casi utilizzato come concime e coibente termico, per cui è nostro desiderio cercare di sviluppare e valorizzare una filiera corta ed ecologica italiana in questo settore. L'Associazione ha tra gli scopi statuari la diffusione della conoscenza delle arti tessili e quindi acquisizione di competenze attraverso seminari, laboratori e corsi per adulti e bambini.

     Che cosa propone la vostra Ass. culturale? 

Noi proponiamo diverse attività legate alle arti tessili con maggiore attenzione alla filatura che è il nostro grande amore. Le attività possono svilupparsi in corsi residenziali intensivi di due giorni (filatura manuale base ed avanzata, tintura naturale, tessitura…) in laboratori a cadenza settimanale (corsi di maglia, uncinetto, tessitura…). Quest'anno abbiamo inserito delle giornate di incontro con personaggi di rilievo del mondo della maglia e dell'uncinetto come Alice Twain, Laura Soria, Annalisa Dione e Donna Galletta. Abbiamo poi dedicato un percorso di quattro laboratori bimestrali ai bambini, centrati sul valore pedagogico delle arti tessili. 


     Cosa amate più fare nel vostro lavoro?

Sia io che Stefania ci siamo rese conto strada facendo di quanto fosse stimolante ed arricchente per noi, riuscire a condividere e promuovere le nostre passioni. Crediamo nel valore sociale del fare insieme utilizzando però tecniche e prodotti di qualità. L'Associazione ha soprattutto lo scopo di far incontrare e conoscere le donne attraverso le arti tessili come momenti "terapeutici" di incontri. 

     Come possono mettersi in contatto con voi, dove vi trovate?

La sede della nostra Associazione  è in Vico S.Cristoforo 9-11r. (Una traversa di Via Balbi che scende dietro il chiosco di fiori). Potete contattarci tramite il nostro blog oppure la pagina fb. I nostri recapiti telefonici sono questi: Federica 349.42.95.239 - Stefania 349.73.76.193. Il nostro indirizzo mail è filitrameecolori@gmail.com 


filitrameecolori@gmail.com


05 settembre 2014

Settembre un nuovo inizio

Bentornati a tutti! Ma quanto sono felice di scrivere un post? I nuovi inizi mi entusiasmano tantissimo e questo per me è un nuovo inizio. Sì insomma, comincia una nuova stagione ed è un po' come l'inizio dell'anno quando ognuno di noi si mette di tutto punto a fare buoni propositi e cerca di migliorare nel quotidiano. Mi vengono in mente i miei inizi scolastici che avevano tutti in comune una buona intenzione, cioè quella di cominciare un quaderno immacolato (il più bello che avevo trovato in cartoleria) e scrivere bene (ma non bene, benissimo) senza fare errori o sbavature di inchiostro. Le prime pagine erano perfette. La concentrazione era alta nei primi giorni e guai a fare errori. Poi le settimane passavano e con esse la maniacalità del tutto perfetto. Qua e là s'intravedevano le prime cancellature, qualche errore ortografico e la scrittura veloce e appuntita prendeva il posto delle lettere arrotondate, morbide come onde. Ancora adesso ho la mania di acquistare quaderni e di conservarli in una collezione molto, molto personale. Guai a chi me li tocca e soprattutto a chi me li usa!

Oggi ho davanti a me un quaderno bianco pieni di fogli ancora da scrivere. Le intenzioni sono sempre quelle di dare il meglio di me e cercherò di essere più presente e attiva che mai. L'estate passata (posso dire l'estate passata anche se non è ancora autunno? Ho già tirato fuori i maglioncini più pesanti!) è stata vitale per ricaricare le pile. Mi sento rinata, sarà l'aria frizzante di questo inizio di settembre? É anche vero però che quest'anno sono abbastanza in ritardo con la programmazione dei corsi per l'autunno/inverno ma ho già fissato qualche data per Genova (21 settembre), Milano (11 e 12 ottobre) e sto cercando di organizzarmi per Bologna, Torino e Lucca. Inoltre siccome il corso che terrò a Verona è pieno ormai da mesi, sto cercando un nuovo weekend per soddisfare le persone che non sono riuscite a iscriversi in tempo. Se volete iscrivervi alla newsletter di Shabby Chic Interiors, ogni volta che avrò delle notizie relative ai corsi di tecnica shabby sarete subito avvisati tramite mail. 


Le  mie ferie sono già un dolce ricordo. Beh dolce neanche troppo. La montagna è splendida con il sole ma con la pioggia può diventare una vera tortura e in dieci giorni ha piovuto per ben una settimana. Fortuna che avevo con me una pila interminabile di libri e il bosco era un pullulare di funghi. Andare per funghi è un'altra di quelle cose che mi fa tornare bambina. Mio padre mi portava spesso con sé e ricordo il suo entusiasmo e lo sguardo luminoso quando ne trovava uno. Tornavamo a casa con il cesto pieno zeppo di funghi e non ci scappava mai la foto di rito con il porcino più grande. Ho uno scatto di me con indosso un paio di orecchie alla Minnie mentre tengo in mano una famiglia di porcini grande quanto una macchina da cucire. 

Per la prima volta nella mia vita, quest'anno ho preso la seggiovia. E che ci volete fare io ho fatto sci di fondo non di discesa quindi niente seggiovie o funivie. Ora vi faccio ridere, lo sapete che avevo un po' di tremarella? Sì lo so, l'adulta sono io ma quando sono salita assieme a Beatrice per mano non so se ero io a consolare lei oppure lei a consolare me. Comunque è stata un'emozione bellissima, inoltre la giornata (incredibilmente) era splendida e si vedevano le montagne del Trentino, all'orizzonte faceva capolino dalle nuvole il monte Adamello. E poi quanti panini con il pan di segale che ho mangiato? Senza parlare ovviamente della cura di funghi che ci siamo fatti (ho il freezer colmo di porcini e galletti e non ci entra neanche una briciola di pane) e della cioccolata calda con cui facevamo merenda. Effettivamente ora che ci penso potrei aggiungere come buon proposito per la nuova stagione un po' di dieta! ;)

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