13 dicembre 2013

La creatività e il timore di fallire

Qualche tempo fa ho trovato un articolo interessante sulla creatività, scritto da Annamaria Testa, docente universitaria, scrittrice e titolare della società Progetti Nuovi. Il suo ultimo libro? Minuti scritti, ovvero un modo di far ginnastica con le parole. Inutile dirvi che sono stata subito colpita dal titolo: "La creatività? Fare, rischiare, fallire e niente paura". L'articolo cominciava nel seguente modo: "La creatività è come maneggiare serpenti", traggo alcune delle sue parole (se volete leggere l'intero articolo cliccate qui): "Mentre da bambini non abbiamo timore di avventurarci nell'immaginario più spericolato, crescendo impariamo a essere più analitici e a temere il giudizio altrui". In parte credo sia vero ma penso che anche i bambini abbiano paura del giudizio di noi adulti perché cresciamo con il solo scopo di essere gentili, buoni ed educati con tutti. Quello che non ci viene mai spiegato invece, è che è normale non piacere a qualcuno. Non tutti hanno i nostri gusti, le nostre idee ed è proprio di questo che non dobbiamo avere paura. Dobbiamo proseguire senza il timore di non piacere senza limare le nostre idee o la nostra creatività. Altrimenti verrà sepolta ancora prima che nasca.

Insomma se da bambini cominciassimo ad essere decisi, da adulti non avremmo così paura di provare ad essere creativi non trovate? Che poi la creatività cos'è veramente? L'etimologia della parola creare rimanda al "fare" e al "dominare" ed ecco come la decisione ritorna a gran forza nella parola creare, ma forse più che nella parola direi nell'atto in sé. Annamaria continua scrivendo: "La creatività è in assoluto il tratto più ricercato oggi, in qualsiasi impresa o disciplina e vale la pena di tirarla fuori". Concordo pienamente. La creatività a mio parere è sinonimo di mentalità aperta, di adattamento, di non essere sormontati dal timore di fallire. Una persona creativa non lavora solamente con le mani, spesso la sua mente viaggia più veloce delle sue stesse mani. 

"Comunque se a un certo punto le cose non vanno secondo i piani non c'è problema, anzi: il successo nasce dal fallimento", continua Annamaria. "In realtà nessuno si imbarca in imprese che vanno storte tanto da dover chiedere una soluzione creativa. Eppure proprio quando mal giudichiamo la natura del compito che ci stiamo assumendo sottovalutandone i rischi, poi succede che il precipitare stesso degli eventi ci forzi a tirar fuori soluzioni autenticamente creative".  Spesso capita proprio che le idee più geniali ci vengano in mente nel momento in cui siamo più sotto pressione. Albert O.Hirschman, economista tedesco, passa la sua vita a mettersi in gioco. Per lui gli ostacoli portano alla frustrazione, la frustrazione all'ansia e l'ansia è il fattore di motivazione più potente, l'emozione che guida alla ricerca di soluzioni. 

Photo by Garance Doré

Fortissimo il racconto su Einstein che svela Forbes: "Due cose che pochi sanno di Einstein, era un appassionato marinaio ma non sa nuotare e più volte i residenti del paese di Nassau Point, dovettero andarlo a recuperare perché con la sua barca si era messo nei guai". Annamaria scrive: "Il punto è che tra creatività e rischio c'è una connessione spesso sottovaluta. La creatività fallisce e la buona creatività fallisce spesso. Ma non solo, creatività vuol dire trovare connessioni inaspettate e quindi sottoporre il proprio cervello a un grande sforzo. E come lo si può indurre ad affrontare quello sforzo? Semplice, non lasciandogli alternative. Prendendosi qualche rischio e cercando stimoli non familiari, perché i rischi rafforzano la mente e guidano a pensare fuori dagli schemi". Amo queste parole e il fatto stesso di pensare fuori dagli schemi è una cosa che sento mia fin da quando ero bambina. Se per tutti era bianco per me era nero, al contrario se tutti decidevano nero allora per me era bianco. 

Mi domando allora: essere creativi significa solamente trovare il coraggio ed essere decisi? Oppure conta anche il trovarsi in un momento della vita in cui le forze esterne ci sottopongono a pressioni che ci spingono ad essere creativi, a tirare fuori la nostra creatività? Ovvio se non l'hai nel sangue hai poco da tirare fuori ma tornando a chi possiede una mentalità aperta, penso che una persona di questo stampo, non abbia il timore di mettersi in gioco e quindi abbia una possibilità in più di farcela. Non è molto lo so, ma è sempre meglio che non averla. Discuterei di questo argomento per ore ma ditemi, voi cosa ne pensate a proposito della creatività? 

P.S. Non perdetevi il post di lunedì...una grande, grandissima sorpresa tutta per voi!


7 commenti:

  1. il tuo è uno spunto molto interessante per una riflessione profonda sulla creatività. E' certo che anche io condivida l'idea che sotto pressione questa dia i migliori risultati, ma innanzitutto bisogna essere menti aperte e libere, libere di provare, di piacere, di non piacere, di sbagliare e di trovare la propria personale visione del mondo che si esprime nella nostra creatività.

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  2. Il timore di fallire è un mostro a dieci teste. Blocca la respirazione e crea il panico. Ma se da lì nasce la voglia di superarsi e di vincere la paura, è comunque un esercizio fortissimo per tutti noi. Dicono che bisogna uscire dalla "zona di comfort" per trovare la propria strada... grazie sarah, un bellissimo articolo questo che hai condiviso, e in un momento della mia vita in cui il timore di fallire è alle stelle!! ho appena aperto un e-shop. e che paura!! timing perfetto
    un abbraccio;-)

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  3. Ciao ciao….il problema è che la paura di fallire …di investire tempo e denaro in un momento come questo….in progetti nuovi…..a volte fa sembrare la creatività come un sogno senza fondamento…..
    ci si sente un po' come bimbi che sognano a occhi aperti!!!!!….Ci vorrebbe un po' di Forrest Gump dentro ogni creativo, con lo forza di credere che tutto sia possibile……Panilu137!

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  4. Ciao! Bell'articolo! Io però trovo un po' un controsenso in questo discorso. E' vero che tutte le grandi invenzioni dell'umanità sono state create per risolvere dei problemi, è verissimo che non bisogna avere paura di esprimere la propria creatività, perché la paura tarpa le ali. E' proprio qui il controsenso: secondo me, sotto pressione si dà tuttavia il peggio e non il meglio di sé. Il mettersi in gioco, il rischio deve sempre 'valere la candela'. In pratica, a mio parere ci vuole un equilibrio di saggezza e 'follia', il rischiare solo quando ne vale la pena e calcolando anche la possibilità del fallimento e le possibili alternative. Se ci si illude, poi il vero rischio è rimanerci male e cadere in forme depressive. In pratica, l'importante è proprio non avere paura, trovare dentro di sé la serenità anche nei momenti difficili, perché solo i problemi risolti quando si è sereni sono risolti in modo creativo.A me l'ansia e la paura bloccano ogni idea, le idee migliori mi vengono quando mi sento tranquilla. Sotto pressione rendo molto poco. Il mio modo per tenermi tranquilla è dirmi delle bugie. Fingere che il problema si risolva comunque e convincermene. Poi mi viene l'idea creativa. Altrimenti no.Un saluto a tutte le creative senza paura! Emma;-)

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  5. Ciao Sarah mi chiamo Emanuela. Grazie a Lu di Verdearighe, oggi ti scopro e scopro il tuo fantastico mondo shabby. Vado subito in esplorazione!
    Ciao e a presto.
    Emanuela

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  6. Bello il tuo post Sara, non ho mai desiderato fare della mia creatività un lavoro e quindi mai temuto il fallimento e il giudizio degli altri. Creo perchè è semplicemente una mia esigenza come nutrirmi. Ma di qualsiasi sogno o impresa si tratti ho sempre azzardato, come l'acquisto recente di un fienile da trasformare nella mia casa, nonostante in molti volessero scoraggiarci.. anche visto il momento. Ma la vita è una e io devo rischiare ma provare a realizzare i miei sogni, è meglio un fallimento di un rimpianto.

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  7. Come si dice " chi non risica non rosica" perciò quello che mi sento di dire io a tutte coloro che hanno dei sogni da realizzare è di provarci, certamente con prudenza e le dovute valutazioni, ma se mai nella vita ci buttiamo nel tentativo di creare qualcosa di buono mai saremo in grado di farlo ( e poi, detto tra noi, se la famosa botta di c...o passa dalle nostre parti proprio in quel mentre, certo male non fa!)
    Buona continuazione a tutte.

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